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domenica 8 maggio 2022

Alpini: il Friuli pronto ad accogliere 94° adunata a Udine nel 2023

Udine, 8 mag – E’ con onore e orgoglio che il Friuli Venezia Giulia si prepara a ricevere l’invasione pacifica degli Alpini il prossimo anno a Udine; pronti ad accogliere il Labaro che, con le sue medaglie d’oro sollecita la memoria, e a leggere nei simboli che caratterizzano le Penne nere, dai vessilli ai gagliardetti
fino al cappello, emblema per eccellenza degli Alpini, i loro valori: determinazione, coraggio, solidarietà, fratellanza, amor di Patria e rispetto per il Tricolore. Valori che ci spronano ad affrontare la quotidianità e le sue difficoltà e che ci consegnano la storia di uomini semplici che, senza nulla chiedere, si sono messi a disposizione del Paese e continuano a farlo ancora oggi.

E’ la sintesi del messaggio che il vicegovernatore del Friuli Venezia Giulia ha espresso a margine della 93esima adunata nazionale degli Alpini, a Rimini, dove si è tenuto il passaggio della Stecca, il simbolo delle Penne nere, che il presidente della sezione Ana di Udine, Dante Soravito de Franceschi, ha ricevuto dal collega della sezione ospitante a Rimini.

Assieme al vicegovernatore era presente anche l’assessore regionale alle Attività produttive e Turismo che ha sottolineato l’importanza di rivedere l’Adunata nazionale che manca da Udine dal 1996. Precedentemente la città ha ospitato il raduno nel 1925, nel 1974 e nel 1983.

Si tratta di un appuntamento significativo per tutta la regione, come ha ribadito l’esponente dell’Esecutivo, non solo perché vengono mantenuti intatti nel tempo i principi dei padri fondatori e per il forte legame con il popolo friulano, si pensi al grande aiuto che diedero in occasione del sisma del ’76 e
durante la pandemia, ma anche per le positive ricadute economiche per il territorio a favore del settore dell’accoglienza e delle attività commerciali.
ARC/LP/pph

EUROVISION SONG CONTEST: Anteprima con Corsi e Malgioglio e la partecipazione di Carolina Di Domenico. Da lunedi 9/5 dopo il Tg1 delle 20

RAI: EUROVISION SONG CONTEST 2022

UN’ANTEPRIMA PER “ENTRARE” NELLO SPETTACOLO CON GABRIELE CORSI E CRISTIANO MALGIOGLIO, CON LA PARTECIPAZIONE DI CAROLINA DI DOMENICO

Un incontro esclusivo con Mahmood e Blanco, i pronostici di Amadeus sul vincitore dell’Eurovision e un faccia a faccia “ultradimensionale” con Alessandro Cattelan: tutto questo e altro ancora nell’Anteprima dell’Eurovision Song Contest che Gabriele Corsi e Cristiano Malgioglio, con la partecipazione di Carolina di Domenico proporranno da lunedì 9 a sabato 14 maggio dopo il Tg1 delle 20.00 su Rai1, in diretta dal Glass Studio del Pala Olimpico di Torino. Nel menù del programma, anticipazioni, curiosità e breaking news sull’evento televisivo musicale più visto al mondo, e attraverso divertenti incursioni, interviste ai protagonisti e filmati inediti o di repertorio, i tre conduttori accompagneranno il pubblico nel cuore pulsante dello spettacolo.

Nelle serate del 10, 12 e 14 maggio – quelle delle due Semifinali e della Finale – Anteprima ESC andrà in onda dalle 20.40 alle 21.00 e, subito dopo, Gabriele, Cristiano e Carolina commenteranno live la diretta internazionale dell’Eurovision Song Contest, che sarà condotta da Laura Pausini, Alessandro Cattelan e Mika.

Nei giorni 9,11 e 13 maggio sempre alla stessa ora il programma andrà invece in onda in versione ridotta con le ultime curiosità e anticipazioni.

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Eurovision2022 #ESC2022 #TheSoundOfBeauty

Eurovision.tv

giovedì 5 maggio 2022

FONDAZIONE CASSA DI RISPARMIO DI GORIZIA : PUBBLICATI NEL SETTORE EDUCAZIONE I BANDI “ESTATE INSIEME” E “SPORT E GIOCO”

140.000 euro totali , SCADENZA 3 GIUGNO

PUBBLICATI NEL SETTORE EDUCAZIONE I BANDI “ESTATE INSIEME” E “SPORT E GIOCO” DELLA FONDAZIONE CASSA DI RISPARMIO DI GORIZIA PER TOTALI 140.00 EURO (SCADENZA 3 GIUGNO)

GORIZIA – Sono destinati in particolare al sostegno delle attività estive, ricreative e didattiche, rivolte a bambini e ragazzi e delle attività sportive giovanili i Bandi “Estate Insieme” e “Sport e Gioco”, attivati in questi giorni dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Gorizia (scadenza alle ore 12 del 3 giugno), con i quali vengono messi a disposizione del territorio 140.000 euro.

«I bambini e i ragazzi sono il futuro della nostra comunità ed è nostra responsabilità favorire la realizzazione capillare di interventi capaci di rispondere efficacemente ai loro bisogni educativi e di potenziare l’inclusione sociale», commenta il Presidente Alberto Bergamin, «Con questi due Bandi la Fondazione riconosce ancora una volta l’importanza delle proposte estive di tipo ludico, aggregativo, didattico e culturale rivolte ai più giovani, nonché alle attività sportive giovanili, quali irrinunciabili momenti formativi per i più piccoli e di crescita per l’intera comunità».

Il Bando “Estate Insieme” è destinato ad iniziative per la fascia d’età 3-18 anni (almeno 20 bambini o ragazzi a settimana), della durata minima di due settimane, che prevedano attività giornaliere sviluppate nell’arco di almeno mezza giornata, e che propongano occasioni ludico-ricreative, percorsi didattici di rafforzamento delle competenze e/o attività di tipo sportivo e motorio all’aperto per bambini e ragazzi.

Il Bando “Sport e gioco” si rivolge alle Associazioni Sportive Dilettantistiche e intende supportarle nella realizzazione di attività sportive giovanili (4-19 anni), da realizzarsi nel corso del 2022 o nell’anno sportivo 2022/2023, in grado di incoraggiare la pratica sportiva tra i giovani, contribuire al benessere psico-fisico, promuovere l’aggregazione giovanile sportiva, nonché scongiurare l’abbandono della pratica motoria.

A questi Bandi si aggiungeranno nelle prossime settimane ulteriori strumenti nel settore dell’“Educazione, istruzione e formazione”, in particolar modo rivolti alle scuole.

Le richieste di contributo per i Bandi “Estate Insieme” e “Sport e Gioco” devono essere presentate attraverso la procedura ROL, disponibile sul sito www.fondazionecarigo.it entro le ore 12 del 3 giugno 2022.

lunedì 2 maggio 2022

Inaugurato "Sottobanco", il bar cooperativo dello "Stringher" gestito dagli studenti con la collaborazione di Confcooperative FVG

Appena inaugurato, grazie alla collaborazione con Confcooperative: un’esperienza didattica all’avanguardia in Fvg

È stato inaugurato oggi, all’ISIS “Bonaldo Stringher” di Udine, il “bar didattico”, progettato e gestito dagli stessi studenti della scuola udinese. Un’iniziativa resa possibile dalla collaborazione instauratasi tra l’Istituto e Confcooperative, nell’ambito dei progetti di educazione all’imprenditorialità che l’associazione cooperativistica conduce nelle scuole di tutto il territorio regionale e che vede lo “Stringher” in prima fila. L’esperienza del “bar didattico” pone infatti l’Istituto all’avanguardia a livello regionale: qui l’attività di “simulazione d’impresa” vede gli studenti, in qualità di soci fondatori della “cooperativa scolastica”, gestire il bar interno – “Sottobanco” il suo nome -, che resterà aperto fino a inizio luglio.

Soddisfatta la dirigente scolastica dello “Stringher”, Monica Napoli: «Sono particolarmente orgogliosa e soddisfatta di questa iniziativa, che vuole essere precursore di un progetto a più ampio spettro. Si tratta di un’esperienza che permette ai ragazzi di sviluppare le proprie capacità imprenditoriali e, nel contempo, di mettere in pratica le competenze acquisite in un contesto stimolante. In questi mesi abbiamo compreso che la scuola è più che mai luogo di aggregazione e di scambio e questo è il modo di fare scuola più adatto all’era contemporanea». Nel progetto sono stati coinvolti 18 studenti, delle classi 3^ A, 3^ B e 4^ A dell’indirizzo “Servizi di sala e di vendita”.

Prima dell’inaugurazione ufficiale del bar interno, gli studenti hanno siglato l’atto costitutivo della cooperativa scolastica, simulando la costituzione di un’impresa vera e propria. A fare le veci di “notaio”, il presidente di Fondosviluppo Fvg (Fondo mutualistico della cooperazione), Giuseppe Graffi Brunoro. Attraverso la simulazione d’impresa, gli studenti dello “Stringher” hanno avuto la possibilità di selezionare la tipologia di servizi e prodotti da offrire, definire il brand del bar, valutarne la sostenibilità economica e impostarne un programma di promozione e marketing. Il tutto è avvenuto attraverso laboratori che hanno visto gli studenti accompagnati in questo percorso da formatori di Confcooperative.

Presenti al taglio del nastro numerose autorità, oltre ai rappresentanti della cooperazione: il Commissario dell’Ente di decentramento regionale di Udine, Augusto Viola; l’assessore all’Istruzione del Comune di Udine, Elisabetta Marioni; nonché i rappresentanti di Orocaffè, sponsor e fornitore del bar didattico, e della Brigata alpina Julia, con cui lo “Stringher” ha instaurato una proficua collaborazione.

L’impegno di Confcooperative nelle scuole del Friuli VG è significativo, con 5.000 studenti coinvolti nell’ultimo anno scolastico: «L’attività del nostro settore “Educazione Cooperativa” cresce di anno in anno e testimonia una partnership con il mondo scolastico regionale che, per noi, è fondamentale per dinamismo e la competitività regionale e allo stesso tempo diffondere un modello di fare impresa sostenibile, democratico, e che trova la propria radice nel legame con il territorio e nelle relazioni sociali», ha commentato il segretario generale di Confcooperative Fvg, Nicola Galluà.

«La collaborazione con lo Stringher è motivo di soddisfazione per Confcooperative: la diffusione dei valori d’impresa cooperativi nelle giovani generazioni rappresenta una parte importante del nostro impegno sul territorio e un modo di contribuire a formare nuove generazioni di cooperatori», è il commento di Paola Benini, presidente di Confcooperative Alpe Adria.

venerdì 8 aprile 2022

Gemona del Friuli : inaugurato il primo Parco Trail Ran transfrontaliero

Orgoglio e riconoscenza sono stati i due principali sentimenti espressi dall’assessore regionale alle Finanze in occasione dell’inaugurazione a Gemona del Friuli, in località Gleseute, del primo Parco Trail Ran transfrontaliero Italia-Austria.

Per l’esponente della Giunta regionale quell’orgoglio frutto della ricostruzione post-terremoto può essere mantenuto alto anche oggi grazie alla capacità di innovare a favore delle nuove generazioni e di lavorare in rete con i territori contermini, a cui il Friuli Venezia Giulia è legato grazie ad una comunanza di valori.

Per l’esponente della Giunta regionale, la comunità dimostra anche con questo progetto Interreg di saper guardare, con lungimiranza, allo sviluppo e alla crescita del territorio portando avanti quell’eredità lasciata da chi ci ha preceduto e che ha fatto del Friuli quel modello di ricostruzione che tutti conoscono nel mondo.

L’assessore ha espresso un sentimento di riconoscenza per il grande lavoro di squadra che coinvolge tanti amministratori, associazioni, volontari, operatori del territorio capaci di lavorare insieme e in rete per far conoscere non solo la singola area di appartenenza ma l’intera regione.

Ha sottolineato, infine, l’importanza dei progetti Interreg in un’area che è il cuore d’Europa e che già con il progetto Sportland ha saputo potenziare l’offerta turistica degli sport outdoor.

All’inaugurazione era presente anche il rettore dell’ateneo udinese Roberto Pinton, che ha ricordato l’importanza della collaborazione transfrontaliera come opportunità per mettere insieme competenze diverse per obiettivi comuni. Hanno partecipato anche i primi cittadini di Gemona del Friuli e Paluzza, la rappresentante dell’università della Carinzia Tanja Oberwinkler Sonnleitner e il presidente del Lag Region Hermagor che ha sottolineato il valore dello sport come elemento di condivisione.

Come è stato illustrato, Ran, acronimo di Run Across Nations, rappresenta l’unione simbolica e fisica tra popoli, la vicinanza tra due territori che nello spirito europeo si fanno portavoce di un percorso di crescita sostenibile, da trasmettere come lascito alle future generazioni. L’area in cui insiste il parco a cielo
aperto è particolarmente vocata per gli sport outdoor e si sviluppa nella zona dell’Alto Friuli e della regione di Hermagor.
Si tratta di una rete di sentieri che attraverso i luoghi più belli delle due aree e le discipline sportive del trail running ovvero la corsa in montagna e il trekking, vuole stimolare la mobilità dei cittadini europei, sostenere l’attività fisica come base indiscussa per il benessere psicofisico, far conoscere i territori e attrarre nuovo turismo.

Il progetto Interreg Italia-Austria vede capofila il Comune di Gemona del Friuli e coinvolge un partenariato importante con i Comuni di Gemona e Paluzza, l’Università carinziana e di Udine, l’associazione sportiva Dellach-Gail.

Fino a domenica 10 aprile si terranno convegni tecnici, gare e anche sessioni di yoga e giochi per bambini. A luglio si terrà un evento in Austria e a settembre la chiusura a Paluzza.
ARC/LP/gg

PREMIO LUCHETTA 2022, ECCO I FINALISTI DELLA 19^ EDIZIONE!

LA7 E TG2 STORIE PER LE TV NEWS, PER LA STAMPA ITALIANA LEFT, CORRIERE DELLA SERA E RADIO BULLETS. THE GUARDIAN, THE TELEGRAPH E LA LIBRE BELGIQUE PER LA STAMPA INTERNAZIONALE

Dallo Yemen, dove è un bambino di 9 anni cieco dalla nascita a guidare una classe senza insegnanti, all’Afghanistan travolto dal regime talebano, dove la scuola viene abbandonata e i padri perdono il lavoro. Al sud Madagascar colpito dalla carestia climatica, dove i bimbi mangiano pelle di bue e foglie di cactus  bollite. Dal 2004 il Premio Luchetta sensibilizza sui diritti dell’infanzia, la 19^ edizione si svolgerà a Trieste il 3 e il 4 giugno. Presiede la Giuria la giornalista Maria Concetta Mattei, Direttrice della Scuola di Giornalismo di Perugia, che spiega: «l’edizione 2022 del PREMIO LUCHETTA è UN’ISTANTANEA sulla SOFFERENZA dei minori nel mondo, fino alla soglia del CONFLITTO IN UCRAINA. Documenta i raid micidiali nella Striscia di Gaza, l’emergenza dell’abbandono scolastico in Afghanistan, gli abusi inflitti a bambini e adolescenti nelle carceri in Uganda, la reclusione in Siria di piccolissimi detenuti, il lavoro estenuante dei minorenni che ricostruiscono Raqqa, città devastata dai bombardamenti».

Per la sezione TV NEWS in finale i servizi di Giammarco Sicuro (Tg2 Storie), Orla Guerin (BBC World News) e Leonardo Zellino (TG2 Storie). Nella terna finalista della STAMPA ITALIANA il Corriere della Sera / La 27esima Ora con Rita Rapisardi e Federica D’Alessio, Barbara Schiavulli per Radio Bullets e Valerio Giacoia di Left Magazine. Nella sezione REPORTAGE in gara Gregorio Romeo per Piazza pulita La7, Alessandro Gaeta di Rai Speciale TG1 e Nicolas Bertrand di France2. Per la STAMPA INTERNAZIONALE selezionati i reportage di Jason Burke su The Guardian, Campbell Mac Diarmid di The Telegraph e Pignède Noé / Céline Martelet de La Libre Belgique. Infine per la sezione FOTOGRAFIA in finale gli scatti di Haitham Imad – Epa su The Washington Post, Sedat Suna – Epa su The Guardian e Sam Tarling su The Telegraph.

TRIESTE – Il Premio Giornalistico internazionale Marco Luchettamosaico di sguardi sulle emergenze italiane e internazionali nella violazione dei diritti dei minori”. Se le cronache delle ultime settimane ci mettono di fronte a crimini di guerra che sempre più spesso colpiscono anche i bambini, per l’infanzia sulla terra le cose non andavano bene prima del 24 febbraio, che ha dato il via all’invasione russa. Lo racconta la 19^ edizione del Premio Giornalistico internazionale Marco Luchetta, con le sue corrispondenze dalle trincee internazionali sulle emergenze e le guerre del pianeta. L’Osservatorio del Premio Luchetta, istituito nel 2004 dalla Fondazione Luchetta Ota D’Angelo Hrovatin con la RAI, conta sui contributi di giornalisti che spesso rischiano la vita per informarci su quanto accade nel mondo. «Reportage, articoli, fotonotizie: sono tutte straordinarie le testimonianze dei finalisti al Premio Giornalistico Internazionale intitolato a Marco Luchetta spiega la Presidente della Giuria della 19^ edizione, la giornalista Maria Concetta Mattei, Direttrice della Scuola di Giornalismo di PerugiaCiascuna rappresenta un documento prezioso su un diverso fronte d’emergenza. Insieme costituiscono una rassegna significativa dei diritti dei minori tuttora negati in Italia e nel mondo. Oggi la guerra in Ucraina sta aggravando un bilancio che era già drammatico. Una situazione che pesa in modo inaccettabile sui più piccoli e sugli adolescenti». In gara per l’edizione 2022 ci sonogli articoli, i servizi e i reportage pubblicati o diffusi fra il 3 marzo 2021 e il 15 febbraio 2022, capaci di testimoniare con sensibilità le ingiustizie e le violenze sui più piccoli: uno spirito umanitario fatto proprio dalla Fondazione Luchetta, che dal 1994 garantisce accoglienza e intervento sanitario ai bambini affetti da malattie non curabili nel loro Paese. La Giuria del Premio Luchetta 2022 è composta anche dalla giornalista Fabiana Martini, Segretaria di Giuria, e da Francesco De Filippo Responsabile ANSA FVG, Cristiano Degano Presidente Ordine dei Giornalisti FVG, Igor Devetak Direttore Primorski Dnevnik, Fabrizio Ferragni Direttore RAI Italia, Roberta Giani Condirettore Il Piccolo, Beppe Giulietti Presidente FNSI, Rino Giusa Caporedattore TGR FVG, Andrea Iacomini Portavoce Unicef Italia, Omar Monestier Direttore Il Piccolo e Messaggero Veneto, Carlo Muscatello Presidente Assostampa FVG, Maarten Van Aalderen corrispondente dall’Italia per DE TELEGRAAF. Fino al 2015 della Giuria del Premio ha fatto parte il corrispondente RAI Sergio Canciani, venuto a mancare nei giorni scorsi: sarà ricordato dai colleghi nell’imminente edizione del Premio Luchetta.

Il Premio Luchetta è stato istituito in ricordo della troupe Rai composta da Marco Luchetta, Alessandro Sasha Ota e Dario D’Angelo, trucidata da una granata a Mostar il 28 gennaio 1994, e del collega telecineoperatore Miran Hrovatin, assassinato pochi mesi dopo a Mogadiscio con la giornalista Ilaria Alpi. L’appuntamento 2022 con “Le Giornate del Premio Luchetta” e con la rassegna di incontri e focus sui vincitori, è fissato il 3 e il 4 giugno a Trieste, al Teatro Miela, dove avrà luogo anche la consegna dei riconoscimenti di questa diciannovesima edizione. «Mai come in questo momento si sente il bisogno di testimonianze reali e obiettive che possano aiutare a capire e a costruire quella pace che tutti desideriamo – osserva la presidente della Fondazione Daniela Luchetta – Siamo arrivati alla 19^ edizione del Premio intitolato a Marco e che ricorda, nelle varie sezioni, anche i suoi colleghi. Posso dire, con grande soddisfazione che anche quest’anno sono pervenuti alla giuria lavori bellissimi, che hanno creato non pochi imbarazzi per le inevitabili scelte. Si è deciso, proprio per questo motivo, di dare spazio anche ai finalisti con dibattiti a tema il prossimo giugno al teatro Miela».

Maria Concetta Mattei

Ed ecco i finalisti della 19^ edizione: per la sezione Tv News sono in gara i servizi di Giammarco Sicuro per Tg2 Storie, che in presa diretta dall’Afghanistan denuncia l’emergenza gravissima di oltre tre milioni e mezzo di bambini malnutriti, che lasciano la scuola, costretti a dedicarsi alla raccolta di rifiuti “utili” o a mendicare; di Orla Guerin per BBC World News, che racconta la devastazione anche degli edifici scolastici nello Yemen, dove è un bambino di 9 anni, cieco dalla nascita, a guidare una classe rimasta senza insegnanti; e di Leonardo Zellino per TG2 Storie, dall’inferno di Point Zero lungo il confine tra Afghanistan e Pakistan, a Torkham, dove un cancello separa i destini di donne, uomini e bambini, in fuga dal regime talebano.  Nella terna finalista della Stampa Italiana ci sono il Corriere della Sera / La 27esima Ora con l’inchiesta realizzata da Rita Rapisardi e Federica D’Alessio sul fenomeno dei bambini strappati alle madri separate accusate di alienazione parentale, e rinchiusi nelle case-famiglia oppure obbligati a frequentazioni o convivenze forzate con genitori violenti; Barbara Schiavulli, che per Radio Bullets ha raccontato  la richiesta di aiuto di quattro bambini soli nella periferia di Kabul, nel pieno della crisi umanitaria, politica e sociale dell’Afghanistan: la storia di quattro sorelle e fratelli alla fame, psicologicamente stremati, alla resa. E Valerio Giacoia che su Left descrive la tragedia di una comunità di diseredati nei villaggi di Watamu, a pochi chilometri da Malindi, in Kenya, dove bambini poverissimi scoprono il tennis, riappropriandosi del tempo per il gioco e di diritti finora negati. Nella sezione Reportage in gara Gregorio Romeo per il lavoro dedicato a Gaza in onda per Piazza Pulita, su La7 e realizzato da remoto nel pieno della pandemia, in un momento in cui viaggiare era impossibile, raccontando con un format innovativo i bombardamenti costanti e la trappola di chi vive fra Israele e Hamas; Alessandro Gaeta di Rai Speciale TG1 per un reportage sull’infanzia negata che attraversa tutta l’Italia, dalle serre per l’ortofrutta in provincia di Ragusa dove lavorano i migranti minorenni alla frontiera con la Slovenia, che ha portato in Italia 10mila minori non accompagnati solo nel 2021. E Nicolas Bertrand di France2, che ha raccontato il sud del Madagascar colpito dalla peggiore siccità degli ultimi quarant’anni, dove i bambini si possono nutrire solo con pelle di bue o con foglie di cactus bollite.  Per la Stampa Internazionale selezionati i reportage di Jason Burke, che ha documentato su The Guardian i crimini e la repressione del governo ugandese dopo le elezioni: un regime nel quale i bambini venivano arbitrariamente arrestati e detenuti, abusati sessualmente e fisicamente. Di Campbell Mac Diarmid che su The Telegraph ha rivelato per la prima volta come il governo britannico stia finanziando alcune prigioni siriane dove centinaia di bambini, alcuni di appena 2 anni, sono detenuti a tempo indeterminato senza imputazione, in violazione dei diritti dell’uomo. E di Pignède Noé / Céline Martelet di La Libre Belgique: un lavoro dedicato alla città di Raqqa, strappata ai jihadisti dell’ISIS: oggi, tra le rovine, i bambini sono al lavoro per ricostruire la loro città.  Infine per la sezione Fotografia sono in finale tre scatti drammatici: sono di Haitham Imad – Epa che sulla prima pagina del Washington Post mostra i fratelli del quindicenne Mahmud Tolba, ucciso in un attacco aereo israeliano, in lutto durante il suo funerale a Gaza City.  Di Sedat Suna – Epa che ritrae su The Guardian un bambino afgano, mentre si nasconde all’interno di un tubo fognario di cemento, dopo aver attraversato il confine dall’Iran alla Turchia. E di Sam Tarling che su The Telegraph documenta la detenzione illegale e ingiustificata di centinaia di bambini nelle prigioni siriane chiamate “Guantanamo per bambini”.

giovedì 7 aprile 2022

Vinitaly: il FVG è presente - Bini e Zannier : fari accesi su Ribolla gialla e produttori Doc

Da domenica 10 a mercoledì 13 la Regione si presenta a Vinitaly con 77 aziende vitivinicole della collettiva
Ersa e una promozione unitaria all’insegna del marchio Io sono Friuli Venezia Giulia.

Il programma dei quattro giorni alla fiera di Verona e le strategie regionali sono stati illustrati stamattina a Udine dagli assessori regionali alle Risorse agroalimentari, forestali, ittiche e montagna, Stefano Zannier, e alle Attività produttive e Turismo, Sergio Emidio Bini nel corso di una conferenza stampa nella sede della Regione.

“Siamo felici di tornare a Vinitaly in presenza – hanno commentato all’unisono i due rappresentati dell’Esecutivo – anche se con spazi ridotti dalla scia pandemica, che ci hanno imposto di portare 77 aziende anziché gli oltre cento produttori a cui eravamo abituati. L’obiettivo comunque è stato quello di dare priorità alle realtà produttive, rinunciando ad una parte degli spazi istituzionali”.

Per quanto riguarda il programma, la regina dello stand Fvg sarà la Ribolla Gialla. Protagonista di diversi focus e degustazioni, sarà presentata ai buyers internazionali di Asia (Giappone e Corea del Sud), Gran Bretagna, Centro America (Messico e Repubblica Dominicana), Africa (Camerun, Etiopia, Angola) e Stati
Uniti.

“La Ribolla Gialla è il vino simbolo del Friuli Venezia Giulia in cui troviamo rinchiuse le caratteristiche di questa Regione: qualità, capacità, unità. Presenteremo la Ribolla come solo questa regione sa fare ovvero in mille modi diversi e tutti d’eccellenza. C’è un’intima unione tra la regione e la presenza di questo vitigno che ne determina l’identità. Mancano alcuni passaggi relativi ai disciplinari di produzione ma la sua promozione va avanti con convinzione” ha dichiarato Zannier.

Anche Bini è tornato sul concetto di unità, evidenziando che “quando si parla di enogastronomia e turismo non si può non giocare di squadra. Penso che in questi anni abbiamo costruito un sistema importante, per cui anche a Vinitaly si parlerà di vino così come di eccellenze gastronomiche a partire dai consorzi quali il Montasio, il San Daniele, l’olio Tergeste”.
Per i due assessori “il territorio è il nostro vero ed unico valore aggiunto e va comunicato in modo unitario”. Da qui la forte collaborazione con PromoTurismoFVG e l’annuncio, da parte dell’assessore Bini, della volontà della Giunta regionale di lanciare nel 2023 un grande evento internazionale dedicato al
vino attorno a cui collocare anche le nicchie di eccellenza gastronomica. “Non vogliamo competere con Vinitaly, ovviamente – ha precisato Bini -, ma accendere un faro internazionale sulle peculiarità della nostra regione a partire dai luoghi e dai territori”.

Nel frattempo PromoTurismoFVG ha dato il via ad una campagna di marketing televisiva con fondi regionali per 1,5 milioni di euro finalizzata a promuovere il Friuli Venezia Giulia sui palinsesti televisivi dei canali generalisti Mediaset e Dazn.

Alla presentazione ha preso parte anche Adriano Gigante, presidente del Consorzio delle Doc Fvg, che ha espresso ottimismo sia sui dati di tenuta del comparto vitivinicolo dopo due anni di crisi sanitaria, sia sulla possibilità di pronosticare una crescita del turismo enogastronomico in regione, spinta dall’integrità del paesaggio e dalla varietà dei territori, compatibilmente con la tenuta del contesto geo-politico.

Altri dettagli del programma riguardano la giornata di apertura con una degustazione anche di Pinot bianco del Collio, mentre nella giornata di chiusura due presentazioni speciali saranno dedicate al Tazzelenghe e alla guida Top Vini Friuli Venezia Giulia. Nelle giornate centrali due gli appuntamenti particolari: il primo su Italo Cosmo, Omaggio a un protagonista dell’ampelografia del XX secolo, uomo di scienza e divulgazione, appassionato alpinista, a cura della ITAS Spilimbergo (lunedì pomeriggio); il secondo sulla Dendrochirurgia: una cura contro il mal dell’esca. Dieci anni di sperimentazioni e ricerche tra Italia e Francia (martedì pomeriggio).
ARC/SSA/al

UDINE: Il Colle del Castello riconosciuto come il più grande tumulo artificiale della Protostoria europea

IL COLLE DEL CASTELLO DI UDINE RICONOSCIUTO COME

IL PIU’ GRANDE TUMULO ARTIFICIALE DELLA PROTOSTORIA EUROPEA

Stanno portando a inaspettate conclusioni le indagini archeologiche sul colle del Castello di Udine, eseguite nell’ambito della progettazione commissionata dal Comune per la realizzazione di due ascensori per l’accesso al piazzale sommitale del colle: è stato accertato che si tratta di una collina totalmente artificiale, realizzata in epoca pre-romana, probabilmente tra 3500 e 3000 anni fa, durante l’età del Bronzo.

Foto dello scavo archeologico sulla cima del colle di Udine (dicembre 2021). L’alternanza di ghiaie e terra di colore arancio in primo piano corrisponde al riporto di epoca protostorica, su cui poggiano le mura medievali e rinascimentali. Sullo sfondo la sottostante Piazza I Maggio.

La realizzazione di un sondaggio stratigrafico era stata avviata lo scorso anno quando, a seguito di indagini geofisiche preliminari eseguite dal dott. Sandro Veronese su prescrizione della Soprintendenza, si erano individuate strutture medievali e rinascimentali. Hanno fatto seguito nei mesi scorsi varie analisi archeologiche e geotecniche, sotto la direzione scientifica della Soprintendenza Archeologia, belle arti e paesaggio del Friuli Venezia Giulia, e indagini geognostiche, tuttora in corso, volte ad analizzare in dettaglio gli aspetti stratigrafici, paleoambientali e cronologici. Tali indagini sono coordinate da Alessandro Fontana, professore di geomorfologia del Dipartimento di Geoscienze dell’Università di Padova, in collaborazione con i Musei di Udine, nell’ambito del progetto “Archeologia Urbana a Udine”, voluto dall’Assessorato alla Cultura del Comune di Udine.

Le ricerche finora realizzate hanno documentato che gli strati e le argille che costituiscono il colle non sono disposti secondo una sequenza naturale, ma sono stati invece accumulati artificialmente e che il materiale di riporto proviene in larga parte dalla zona che ora corrisponde a Piazza I Maggio. Le nuove informazioni, unite alla re-interpretazione dei dati precedenti, dimostrano che il colle di Udine è quello che in linguaggio archeologico viene chiamato “mound”, ossia un rilievo costruito dall’uomo. Già nelle fasi iniziali il tumulo raggiungeva probabilmente quasi 30 m di altezza e aveva un volume superiore a 400.000 m3, presentando dimensioni comparabili a quelle odierne. La scoperta dunque è straordinaria, in quanto il colle artificiale di Udine costituisce ununicum, senza confronti in Italia ed è probabilmente il più grande di tutta Europa. Questa rivelazione rappresenta un significativo e inaspettato avanzamento riguardo le nostre conoscenze delle capacità progettuali e realizzative delle comunità protostoriche e apre significative prospettive nella ricerca sia in ambito nazionale che europeo.

Il centro di Udine in un Modello digitale del terreno (DTM) ottenuto da altimetria laser aviotrasportata (Lidar). In questa elaborazione sono stati eliminati gli edifici e la vegetazione, rendendo evidente la morfologia del terreno. Si nota come il colle su cui si trova il castello sia un elemento anomalo in quanto si erge isolato in mezzo alla pianura. Gli fa riscontro l’ampia depressione in cui si trova Piazza I Maggio, da cui probabilmente sono state cavate buona parte delle ghiaie con cui è stata fatta la collina. [Immagine Dipartimento di Geoscienze Padova]

Interessante è stato inoltre poter rilevare che la tecnica adottata per la realizzazione del tumulo è la medesima impiegata durante l’età del Bronzo e del Ferro nel resto della pianura friulana per edificare gli argini difensivi (aggeri) che proteggevano i villaggi fortificati chiamati “castellieri”. Tra il 1400 e il 950 a.C. Udine infatti era sede del più grande di questi castellieri friulani, con un’estensione massima di quasi 20 ettari, e all’epoca era quindi il centro di riferimento principale.

Al momento rimane incerta la funzione di questa collina di enormi dimensioni, visibile da buona parte della pianura: indubbia è la sua monumentalità, a probabile celebrazione della grandezza della comunità protostorica locale. Le ricerche in corso stanno cercando di raccogliere informazioni utili a capire se potesse avere altre finalità oltre a quelle già individuate.

Quanto emerso sembra anche ricollegarsi alla leggenda popolare, secondo cui la collina era stata realizzata dai soldati di Attila nella metà del V sec. d.C. affinché egli potesse vedere l’incendio di Aquileia da loro conquistata. Nella tradizione popolare è rimasto quindi il ricordo ancestrale di un’opera artificiale antica, ma il passare dei secoli ne ha alterato la memoria.

Questa scoperta scientifica rappresenta il frutto della solida collaborazione che nel corso degli ultimi anni si è instaurata fra la Soprintendenza ABAP FVG e il Dipartimento di Geoscienze dell’Università di Padova, tramite la quale i geologi dell’università affiancano gli archeologi che si trovano a operare negli scavi di emergenza diretti dalla Soprintendenza.

Attualmente, con un proprio finanziamento, la Soprintendenza sta proseguendo le ricerche tramite alcuni nuovi carotaggi profondi, che permetteranno di valutare definitivamente la vera entità del mound protostorico e che forniranno ulteriori dati per precisarne le eventuali differenti fasi costruttive e le attività che potevano venire effettuate sul colle in epoca antica. Si tratta di informazioni necessarie per svolgere al meglio la funzione di tutela e valorizzazione del patrimonio archeologico della città di Udine da parte della Soprintendenza.

Piena soddisfazione per i risultati della ricerca è stata espressa da Pietro Fontanini, Sindaco del Comune di Udine, impegnato in prima linea nella valorizzazione della città: “La collaborazione e il sostegno economico finora garantito alle ricerche archeologiche in città sono il segno tangibile dell’impegno della mia amministrazione nella ricostruzione della storia urbana sin dalla sua origine. Con questo intento abbiamo fin da subito coinvolto i nostri musei, chiedendo loro di coordinare, di concerto con la Soprintendenza e con la collaborazione di numerosi enti e istituti di ricerca, una ricostruzione storica e scientifica degli esiti di trent’anni di scavi archeologici, spesso ancora del tutto inediti, commissionando ricerche di dettaglio e analisi tecnico-scientifiche. Il fine ultimo – ricorda il Sindaco Pietro Fontanini – è quello di offrire per la prima volta un quadro aggiornato della nostra storia”.

“Questa importante scoperta dimostra quanto l’instaurarsi di collaborazioni fra enti di ricerca e istituzioni possa portare a risultati proficui per il territorio e la comunità. – afferma la Soprintendente dott.ssa Simonetta Bonomi – Attendiamo ora con impazienza i risultati delle indagini in corso, fiduciosi che porteranno incisivi elementi di comprensione per lo studio della città di Udine e della sua importanza fin dalla protostoria sul territorio”.

Didascalie delle foto

Foto di copertina : immagini dello scavo archeologico sulla parte sommitale del colle (dicembre 2021). Gli archeologi stanno lavorando sul riporto artificiale di ghiaie e argille costruito in epoca protostorica. Le mura sono di età medievale e rinascimentale. Sullo sfondo il castello di Udine;

martedì 5 aprile 2022

FEFF CAMPUS 2022 - Ecco i 10 giovani talenti che seguiranno la scuola di giornalismo del FEFF 24!

22/30 aprile 2022 – Udine, Italy, Teatro Nuovo e Visionario

FEFF CAMPUS 2022

Ecco i 10 giovani talenti, 5 asiatici e 5 europei, che seguiranno la scuola di giornalismo del FEFF 24 coordinata da Mathew Scott!

UDINE – Il FEFF Campus, la scuola di giornalismo del Far East Film Festival, taglia il traguardo dell’ottava edizione e continua a fare da ponte tra Oriente e Occidente attraverso il suo percorso formativo. Ed ecco, appunto, i 10 giovani talenti selezionati in Europa e in Asia (dalla Cina alla Svezia, dalla Mongolia alla Spagna) per il FEFF 24:

Zhu Zijiao (Cina)

Eunha Lim (Sud Corea)

Amarsanaa Battulga (Mongolia)

Eunice Joyce B. Helera (Filippine)

Jolie Fan Yuxuan (Singapore)

Veronica Calienno (Italia)

Greta Elettra Broms (Svezia)

Harry Robinson (Regno Unito)

Elizabeth Alpaidze (Georgia)

Mariona Borrull Zapata (Spagna)

I Fab 10, aspiranti cronisti culturali e aspiranti critici cinematografici, entreranno dunque a far parte della FEFF family e lavoreranno in prima linea durante le 9 giornate del festival (dal 22 al 30 aprile). «Siamo felicissimi di riportare il FEFF Campus a Udine, dal vivo, dopo due anni in cui abbiamo dovuto operare via streaming – commenta Sabrina Baracetti, presidente del FEFF – e siamo altrettanto felici di aiutare questi ragazzi a realizzare i propri sogni, affiancando alla didattica l’esperienza diretta».

Tra seminari e workshop, i Fab 10 vivranno il FEFF 24 dall’interno sotto la guida di Mathew Scott (coordinatore storico del progetto) e di vari professioni del settore, facendo interviste e scrivendo articoli che poi verranno pubblicati online sulla newsletter ufficiale del Campus (lo scorso anno il team ha avuto la possibilità di conoscere il grande Hamaguchi Ryusuke, oggi premio Oscar per Drive My Car).

L’ottava edizione del FEFF Campus, ricordiamo, è supportata da Easternkicks, Taiwan News, Content Asia, Telum Media, Cineuropa e The New Straits Times.

giovedì 31 marzo 2022

Eyof 2023 - Sarà piazza Unità d'Italia la cornice per la cerimonia di apertura il 21 gennaio 2023

Eyof 2023

La cerimonia di apertura in piazza Unità d’Italia, il 21 gennaio.

Ufficializzata la scelta di Trieste in un incontro del Sindaco Di Piazza con il comitato organizzatore.

Sarà Trieste ad ospitare la cerimonia di apertura della 16esima edizione del FESTIVAL OLIMPICO DELLA GIOVENTU’ EUROPEA – Eyof 2023. Il 21 gennaio, in piazza Unità d’Italia, sfileranno gli oltre 2000 atleti e ospiti provenienti da 48 nazioni.

L’accordo, che vedrà il capoluogo regionale quale suggestiva vetrina dello sport olimpico giovanile internazionale (dai 14 ai 18 anni), è stato ufficializzato giovedì 31 marzo, in un incontro del Sindaco Roberto Dipiazza e del Vicesindaco Serena Tonel con il Presidente del Comitato Eyof2023 Maurizio Dunnhofer (accompagnato dal Direttore Generale Giorgio Kaidisch).

Il primo cittadino si è dimostrato entusiasta e orgoglioso di poter inaugurare questo importante evento sportivo giovanile internazionale in una delle piazze più belle d’Europa e in una delle città più sportive d’Italia.

Maurizio Dunnhofer, durante questa prima visita legata soprattutto agli aspetti tecnici-amministrativi e relazionali, ha illustrato brevemente al sindaco e vicesindaco il programma dell’evento in generale e le prime idee legate alla scaletta della cerimonia inaugurale.

Pochi giorni fa una delegazione del Friuli Venezia Giulia ha ritirato ‘il testimone’ , la bandiera olimpica europea, nella città di Vuokatti, in Finlandia.

La grande novità di questa 16esima edizione del Festival Olimpico della Gioventù Europea è che sarà organizzato in un’intera regione e non più in un’unica località come avviene per tradizione. Tutte le località turistiche montane del Friuli Venezia Giulia ospiteranno le gare delle 13 discipline sportive previste, inserite nel calendario ufficiale, dal 21 al 28 gennaio 2023. Saranno il prologo ai Giochi Olimpici invernali di Milano/Cortina 2026 a cui parteciperanno sicuramente alcuni atleti di Eyof FVG 2023. Ulteriore importante novità: tutte le delegazioni dei Comitati Olimpici avranno Trieste come riferimento e ‘quartier generale’ ospitante.

Nella foto la delegazione Eyof 2023 in Municipio insieme al Sindaco Di Piazza e Vicesindaco Tonel

martedì 29 marzo 2022

Sea4All: le attività inclusive di mare per neofiti e regatanti continuano a Lignano Sabbiadoro UD

Sea4All a Lignano Sabbiadoro: vela inclusiva dagli allenamenti regata alle nuove esperienze al comando di Càpita, il monoscafo a vela accessibile e performante


Il progetto di attività di mare per tutti e tutto l’anno del sodalizio lignanese Tiliaventum prosegue incessante approfittando dei soleggiati fine settimana di marzo oltre che per le consuete veleggiate, anche per affinare la conduzione dei mezzi a vela in regata e per avvicinare nuovi talenti alla disciplina.
E così si alternano lezioni in aula con prove in mare di partenze e affinamento regolazioni vele, a emozionanti prove stando al timone di un mezzo unico al mondo, accessibile e molto performante che sarà presente sui campi di regata dell’Alto Adriatico anche non espressamente paralimpici, perché lo sport e il mare sono di tutti e per tutti, come insistentemente sempre ricordato dal Presidente Daniele Passoni che segue queste iniziative cresciute dopo i primi dalla metà degli anni ’80.


Sea4All vuol essere anche percorso che abbatte barriere fisico-architettoniche, mentali ed economiche, le esperienze sono infatti gratuite e disponibili per chiunque voglia provare il veleggiare grazie all’apprezzamento e sostegno dei Partner pubblici e privati, dello sforzo di numerosi soci armatori e volontari che, solo nella scorsa annualità, hanno consentito di poter effettuare ben 311 giornate/persona
Prossimi appuntamenti sportivi agonistici saranno la partecipazione al Campionato dei 2 Golfi di Lignano Sabbiadoro programmato per fine aprile per poi proseguire con altri eventi e giungere in autunno a Trieste alla famosissima Barcolana, oltre a implementare le uscite in kite4all, sup4all con attrezzature appositamente allestite e sempre sportivamente ritrovarsi a fine giornata per momenti aggregativi arricchiti da prelibatezze enogastronomiche del territorio del Friuli Venezia Giulia

Sea4All gode del Patrocinio di regione Friuli Venezia Giulia, Friuli Venezia Giulia Turismo, Comune di Lignano Sabbiadoro e dell’indispensabile apprezzamento e supporto di Zampa Foundation, Marina Punta Faro Resort, Triride, Guidosimplex, Giotto Hearth Listener, Tecnolam Belluno, Triring, Eurobox, KeepSmart e tanti altri che di volta in volta si attivano per favorire tutte queste meravigliose attività

buon vento a tutti
altre info e riprese http://www.tiliaventum.com

mercoledì 23 marzo 2022

Vuokatti 2022 : In Finlandia la delegazione di Eyof FVG 2023. Il 25 marzo il passaggio della bandiera olimpica

Festival Olimpico della Gioventù Europea 2022

A Vuokatti, in Finlandia la delegazione di Eyof FVG 2023

Venerdì 25 marzo il passaggio della bandiera olimpica

A Vuokatti nell’artico finlandese, nella municipalità di Sotkamo, si sta svolgendo il Festival Olimpico della Gioventù Europea con giovani atleti, dai 14 ai 18 anni, provenienti da 47 paesi che gareggiano in 9 discipline sportive. Una settimana di competizioni il cui epilogo è calendarizzato per venerdì 25 marzo, data in cui si svolgerà la cerimonia di chiusura prevista (ad oggi) alle ore 19.00 (18.00 in Italia) a cui prenderà parte una rappresentativa del comitato organizzatore di Eyof FVG 2023. La delegazione italiana verrà coinvolta nel momento del passaggo e consegna della bandiera olimpica.

In terra finlandese il presidente Eyof 2023 Maurizio Dunnhofer, insieme al vicepresidente Giorgio Brandolin e il direttore generale Giorgio Kaidisch parteciperanno anche a degli incontri tecnici e assisteranno ad alcune gare in programma. La cerimonia di chiusura sarà trasmessa in diretta streaming sul canale COE (Comitati olimpici europei) https://eyof.tv/  

   Foto di copertina : Vuokatti Arena

martedì 15 marzo 2022

Eyof FVG 2023. Terza visita della commissione COE in regione. Soddisfazione da parte del pres Kolaric

Eyof FVG 2023

Terza visita della commissione COE in regione

Soddisfazione da parte del pres Kolaric. Tabella di marcia rispettata

Terza visita esplorativa in regione della commissione controllo del COE (Associazione Comitati Olimpici Europei). La delegazione, composta dal presidente Borut Kolaric, dal direttore sports Peter Brull e dai membri Mamuka Khabareli e Joseph Cassar, ha trascorso 5 giorni, dall’8 al 12 marzo 2022, a ispezionare altre sedi di gara e località coinvolte nel Festival olimpico invernale della gioventù europea che si terrà dal 21 al 28 gennaio del prossimo anno e che vedrà la partecipazione di giovani atleti (dai 14 ai 18 anni) provenienti da 48 paesi.

Il gruppo di lavoro europeo è stato accompagnato in questo tour dal presidente Eyof 2023 Maurizio Dunnhofer, dal vicepresidente Giorgio Brandolin e dal direttore generale Giorgio Kaidisch. La visita è iniziata martedì 8 marzo all’Eissportarena di Spittal, in Austria, che ospiterà gli incontri del torneo di hockey femminile. La seconda tappa è stata Udine, presso la HALL 6 della Fiera del capoluogo friulano per verificare di persona la struttura dove si terranno le partite di hockey maschile. La terza giornata è stata dedicata alle località carniche di Ravascletto/Zoncolan, sedi del freestyle e ski-cross e di Forni di Sopra, centro dedicato allo sci alpinismo. Venerdì 11 e sabato 12 la commissione si è recata al palaghiaccio “Alceo Della Valentina” di Claut, l’Arena del curling per poi spostarsi a Piancavallo per assistere alle gare della coppa del mondo di snowboard. Disciplina che il polo sciistico dell’avianese ospiterà in occasione di Eyof 2023. Oltre a verificare gli impianti di gara, i membri COE hanno voluto anche controllare alcune strutture ricettive e approffondire altri aspetti logistici.

Al termine della visita il presidente della commissione olimpica europea, Borut Kolaric, si è detto molto soddisfatto del lavoro fatto fino ad oggi da parte del comitato esecutivo di Eyof 2023. Considerazioni riprese dal direttore sports Peter Brull. Sono sicuro che alcuni atleti protagonisti qui in Friuli Venezia Giulia nel 2023 lo saranno anche ai giochi olimpici di Milano-Cortina 2026. Brull ha anche affermato che le competizioni di Eyof FVG 2023 potrebbero già iniziare oggi, dopo i cinque giorni di ispezione.

Nella foto il gruppo Eyof 2023 sullo Zoncolan e a Piancavallo

mercoledì 2 marzo 2022

AGIS TRE VENEZIE - La crisi delle sale cinematografiche al centro del Tavolo permanente dello spettacolo Regione del Veneto

La crisi delle sale cinematografiche al centro del Tavolo permanente dello spettacolo Regione del Veneto – AGIS Tre Venezie

La crisi delle sale cinematografiche è stata al centro dell’incontro del Tavolo permanente dello spettacolo che martedì 1 marzo ha coinvolto la Regione del Venete e i rappresentanti dell’Unione Interregionale Triveneta AGIS e della Federazione Italiana Cinema d’Essai (FICE) delle Tre Venezie, per fare il punto sulle urgenze ed emergenze per il settore dello spettacolo.

Al Tavolo, presieduto dall’Assessore regionale alla Cultura Cristiano Corazzari, erano presenti Francesca Scatto, Presidente VI Commissione Cultura e i dirigenti Fausta Bressani e Andrea Comacchio. Per AGIS il Presidente Franco Oss Noser, il Segretario Generale Marco Sartore, Pierluigi Cecchin e Giuliana Fantoni, Presidente FICE Tre Venezie.

Nell’ambito di questo confronto, particolare rilevanza ha avuto la richiesta di aprire un focus per affrontare ed individuare delle soluzioni e dei sostegni rispetto alla crisi delle sale cinematografiche. Un settore che, dati Cinetel alla mano, sta vivendo un periodo di crisi profonda con un calo significativo spettatori e, quindi, delle entrate necessarie per mantenere in equilibrio i bilanci.

AnnoN. Strutture VenetoPresenze VenetoDifferenza %
2021932.053.939– 8,7% (2020)
2020932.231.684– 73% (2019)
2019907.642.483100

«La fine dello stato di emergenza – ha sottolineato Giuliana Fantoni, Presidente FICE Tre Venezie arriva in un momento in cui si avvicinano i mesi primaverili ed estivi, periodo in cui il numero degli spettatori subisce un calo fisiologico. Il rischio è quindi che la situazione delle sale, già fortemente compromessa, peggiori ulteriormente»

La Presidente FICE delle Tre Venezie valuta positivamente i risultati del confronto con la Regione del Veneto: «Insieme, vorremmo ragionare su programmi che portino il pubblico a rientrare, fosse pure per una sola volta, nelle sale prima dell’estate, in modo da farlo riavvicinare e farlo tornare con maggiore slancio in autunno. Da parte dell’Assessore abbiamo avuto ampia disponibilità per trovare insieme gli strumenti più adatti. Sarà necessario articolare le proposte cinematografiche più di quanto è stato fatto in passato, facendo anche dei veri e propri test per capire come coinvolgere il pubblico, adesso che ha cambiato le sue abitudini di fruizione del prodotto audiovisivo».

La volontà di collaborazione tra le istituzioni ha permeato anche gli altri punti all’ordine del giorno rivolti più in generale al modo dello spettacolo dal vivo.

«Abbiamo potuto toccare con mano una forte volontà della Regione del Veneto di dare piena attuazione alle norme della nuova Legge sulle Attività culturali – ha sottolineato Franco Oss Noser, Presidente AGIS Tre Venezie – Da parte di entrambi si è auspicato la volontà di collaborazione, espressa dall’apertura della Regione nel coinvolgere l’AGIS nel dare un parere preventivo alla bozza del piano annuale delle attività dello spettacolo in fase di elaborazione in Direzione cultura per l’anno 2022»

«La Regione del Veneto – prosegue Oss Noserha accolto la nostra proposta di organizzare un incontro con le principali Fondazioni Bancarie, che noi riteniamo di grande importanza in vista della programmazione delle azioni a sostegno delle attività culturali e dello spettacolo. Abbiamo inoltre sollecitato una conferenza che coinvolga gli assessori alla cultura delle Regioni e delle provincie autonome del Nord Est, in quanto sempre più progetti di promozione culturale valicano i confini della singola Regione o provincia».

Tra le proposte avanzate da AGIS, ora al vaglio della Regione, la cancellazione dell’IRAP Regionale sui cinema e teatri, analogamente a quanto già fatto dalla Regione Lombardia, un voucher per famiglie con ISEE basso, che consenta loro di accedere alle sale e un Fondo Straordinario per progetti di promozione del pubblico gestiti dalle aziende.

Per informazioni
Unione Interregionale Triveneta AGIS

Tel. 049.8750851-8753141
e-mail agis3ve@agistriveneto.it

venerdì 18 febbraio 2022

BOLOGNA - DUBAI: Martedì' 22 Febbraio CAAB protagonista all'Expo dove si presenta per la prima volta la START UP dell'università di Bologna, FIELD ROBOTICS. Progetti AGRITECH per lo sviluppo sostenibile

Bologna chiama Dubai, appuntamento martedì 22 febbraio, dalle 11 nel padiglione M – Eating Italy, con un Forum dedicato al cibo del futuro, che porterà in vetrina a Expo “Field Robotics”, progetto di eccellenza dell’Università di Bologna in ambito agritech, insieme a un ulteriore brevetto di alta ricerca nell’ambito dell’agricoltura di precisione, sviluppato da Edo Radici Felici con l’Università di Pisa. L’evento è promosso dal Centro Agroalimentare di Bologna in sinergia con la Regione Emilia Romagna nell’ambito del progetto “IntERact to drive the future”, e vedrà impegnati sul campo il Direttore Marketing e Qualità CAAB, Duccio Caccioni, con le consulenti di CAAB Advisory Roberta Mangiapane e Reihaneh Eshraghi, insieme al docente dell’Università di Bologna Lorenzo Marconi, ordinario presso il Dipartimento di Ingegneria dell’Energia Elettrica e dell’Informazione “Guglielmo Marconi”. «

«Siamo orgogliosi di portare a Expo Dubai due rilevanti progetti agritech, concepiti e sviluppati negli Atenei dell’Alma Mater, a Bologna, e dell’Universita’ di Pisa – spiega il presidente CAAB, Andrea Segrè – Attraverso il nuovo sportello introdotto per offrire consulenza e guidare le start up più interessanti verso l’inserimento nei mercati, CAAB si conferma frontiera avanzata dell’agrifood ad alto contenuto innovativo e tecnologico. Martedì saremo a Dubai con due progetti che offrono proposte concrete per lo sviluppo sostenibile in ambito agricolo e la sicurezza alimentare sulle nostre tavole: se Field Robotics, uno spin off dell’Università di Bologna che per la prima volta viene presentato pubblicamente, è ideato per garantire soluzioni anche nei filari più complessi, aumentandone la produttività dei processi di coltivazione e riducendo l’utilizzo di sostanze chimiche, la start up di Edo Radici Felici, attraverso i suoi innovativi impianti aeroponici per specie ortive a radice libera, guarda ai sistemi alimentari di prevenzione e in particolare all’ortofrutta, base della piramide mediterranea e area operativa di riferimento del Centro Agroalimentare di Bologna. Da molti anni, d’altra parte, coltiviamo best practice per idee e progetti legati allo sviluppo sostenibile: ecco spiegata la nascita del nostro start up desk, un prezioso acceleratore per chi vuole cimentarsi nel settore: dall’agricoltura di precisione alle colture innovative, dal settore primario, declinato in chiave smart, alla sostenibilità nella filiera del food». Dettagli e aggiornamenti sul sito caab.it  

Field Robotics, spin-off dell’Università di Bologna, è stato fondato nel 2022 con l’obiettivo di sviluppare e commercializzare sistemi robotici equipaggiati con tecnologie avanzate per operare in scenari di campo. L’ambito applicativo è quello dell’agricoltura di precisione, ovvero lo sviluppo di soluzioni tecnologicamente avanzate che permettono la gestione più sostenibile in ambito agricolo. Spiega il Prof. Lorenzo Marconi «La tecnologia di lancio di Field Robotics è un rover, denominato Dedalo, brevettato e completamente elettrico, che può essere equipaggiato in modo modulare, è dotato di algoritmi di intelligenza artificiale e tecnologie meccatroniche per la navigazione autonoma, sia in filare che in campo aperto». Il rover è il frutto di anni di ricerca e sviluppo condotti all’interno dei laboratori di ingegneria dell’Università di Bologna, che hanno gemmato tecnologie pronte per l’utilizzo in scenari produttivi realistici. Dedalo è dotato di sensori per la raccolta di dati di campo in modo continuativo e con alta risoluzione spaziale: informazioni oggi necessarie per valutare le performance economiche ed ambientali delle aziende agricole. EDO Radici Felici, iscritta nel registro italiano delle PMI innovative, progetta e realizza impianti aeroponici per la coltivazione di specie ortive a radice libera fuori suolo, a ciclo chiuso, in ambiente protetto e controllato, assistendo il produttore agricolo nell’utilizzo e gestione della tecnologia. Suo il brevetto del sistema Airfloating e le ricerche, in collaborazione col DiSAAA-a dell’Università di Pisa, per una produzione agricola focalizzata alla biofortificazione di specie vegetali con sali minerali di sostegno al sistema immunitario e alla prevenzione di specifiche patologie. Il traguardo di approdo è un sistema alimentare di prevenzione, con prodott proiettatii oltre il biologico, pesticide free, a basso impatto ambientale, con elevati valori nutrizionali. Quindi cibo sano e sicuro, per tutti, nel rispetto del Pianeta e dei suoi equilibri.

giovedì 3 febbraio 2022

GIORNATA NAZIONALE DI PREVENZIONE SPRECO ALIMENTARE - DOMANI A ROMA LA PRESENTAZIONE DEI NUOVI DATI WASTE

E’ dedicato alla salute “unica” dell’uomo e dell’ambiente la 9^ Giornata nazionale di Prevenzione dello spreco alimentare, in calendario sabato 5 febbraio. L’evento ufficiale è in programma a Roma domani, venerdì 4 febbraio, sul tema One health, one earth. Stop food waste ed è promosso dalla campagna Spreco Zero di Last Minute Market con il patrocinio della Commissione Europea, dei Ministeri della Transizione Ecologica e degli Affari Esteri, di RAI per il sociale. Appuntamento dalle 10.30 nello Spazio Europa – sede di Rappresentanza Permanente della Commissione Europea (via 4 Novembre 149). Si parlerà di prevenzione e riduzione degli sprechi come elemento chiave a presidio della salute dell’uomo e dell’ambiente. Interverranno, con il fondatore della giornata, l’accademico e agroeconomista Andrea Segrè, il Capo della Rappresentanza in Italia della Commissione Europea Antonio Parenti, la Vice Ministra degli Affari Esteri e della Cooperazione internazionale Marina Sereni, il Sottosegretario al Ministero della Transizione Ecologica Vannia Gava. La, Rappresentante Permanente d’Italia presso le Organizzazioni Internazionali con sede a Roma Vincenza Lomonaco e il vicedirettore FAO Maurizio Martina,

I Report dell’Osservatorio Waste Watcher International saranno stati illustrati dalle 11.15 dal Direttore Scientifico Ipsos Enzo Risso con i coordinatori del “Caso Italia” Luca Falasconi e “Cross Country Report” Matteo Vittuari, docenti all’Università di Bologna – Dipartimento di Scienze e Tecnologie Agroalimentari.

Scopriremo cosi’ quanto hanno sprecato gli italiani nel 2021, e quanto é costato lo sperpero del cibo.

Le “visioni” legate alla prevenzione dello spreco alimentare saranno affidate agli interventi degli Ambasciatori di Buone Pratiche 2022 della campagna Spreco Zero, la divulgatrice scientifica Eliana Liotta e lo scrittore e giornalista Massimo Cirri. Oltre a loro interverrà lo chef stellato Moreno Cedroni.

La Giornata nazionale di Prevenzione dello spreco alimentare ricorre dal 2014 quando, su iniziativa del fondatore prof. Andrea Segrè, coordinatore Piano Nazionale di Prevenzione dello Spreco Alimentare (PINPAS) del Ministero dell’Ambiente, furono convocati gli Stati generali della filiera agroalimentare italiana. Dal 2014 ad oggi la Giornata nazionale di Prevenzione dello spreco alimentare è stata inserita nella Campagna Spreco Zero con l’obiettivo di sensibilizzare l’opinione pubblica italiana su una questione centrale del nostro tempo. Info e aggiornamenti: sprecozero.it

PRENOTAZIONI IN PRESENZA: email sprecozero@lastaminutemarket.it

Streaming live al link:  https://www.youtube.com/watch?v=kXt6U0nUSpo

Info www.sprecozero.it  

sabato 29 gennaio 2022

Assomusica, Arci, Bauli in Piazza, KeepON LIVE e MMF Italy lanciano l’iniziativa #nessunconcerto

A un anno esatto da

L’ULTIMO CONCERTO?

il più grande “web mob” mai realizzato in Italia, il silenzio per il settore della musica dal vivo si fa ancora più assordante

2020 – 2022

nessunconcerto

Era il 28 gennaio 2021 quando, improvvisamente e simultaneamente sui canali social dei Live Club italiani iniziarono a comparire le foto delle facciate dei club, sovrastate da un grande punto interrogativo.

Così prese il via L’Ultimo Concerto?, quello che è stato definito il più grande “web mob”, ovvero un flashmob sul web, del settore della musica dal vivo in Italia.

L’iniziativa, voluta, organizzata e promossa da: KeepOn LIVE, Arci e Assomusica, fece ampiamente discutere. Per la prima volta, una campagna mediatica ebbe un effetto tale da accendere prepotentemente i riflettori sul reale rischio di chiusura definitiva degli spazi in cui la musica dal vivo si esprime, trae la sua linfa vitale, incontra il pubblico, fa crescere gli artisti e permette loro di instaurare dai palchi quell’energia unica, l’adrenalina, le emozioni che solo un’esperienza live può dare.

L’Ultimo Concerto? si concluse il 27 febbraio 2021 con la trasmissione in streaming di eventi silenziosi, realizzati sui palchi dei Live Club sparsi lungo tutta la Penisola e aderenti alla campagna, con il supporto un numero impressionante di artisti, fra questi i più grandi nomi del panorama musicale italiano.

L’impatto de L’Ultimo Concerto? è stato tale per cui, nei mesi successivi, è stato possibile avviare e consolidare le operazioni di dialogo con il Governo e le Istituzioni, finalizzato al riconoscimento di un’intera categoria, fino a quel momento, invisibile.

È passato un anno da quel 28 gennaio, 23 mesi dall’inizio ufficiale della pandemia in Italia, e la musica dal vivo, il settore che più di tutti ha subito restrizioni, stop, limitazioni, è ancora quasi totalmente in silenzio.

Nonostante la centralità del ruolo che la musica, i concerti, gli spettacoli dal vivo, svolgono a livello culturale, sociale, territoriale ed economico, nonostante il loro indiscutibile peso nella costituzione di una società vivace e sana, l’intero settore è ritornato a brancolare nel buio.

La situazione è allarmante.

2020-2022 #nessunconcerto

Sebbene, lo scorso ottobre, si sia vissuta la flebile speranza che ci si potesse avviare verso una graduale, seppur lenta, ripartenza, negli ultimi mesi un intero comparto, quello della musica contemporanea dal vivo, che comprende tutti i luoghi (live club, circoli, palazzetti, arene e stadi), i festival, i promoter, i tecnici e i lavoratori, le agenzie di booking, i service e le società di servizi, gli artisti e i manager, sono tornati a essere dimenticati.

Dal 1° gennaio 2022 sono cessate tutte le misure di sostegno emergenziali precedentemente previste e al momento non si fa riferimento ad alcun proseguimento di queste forme di sostegno.

Il settore della musica dal vivo sembra essere ormai scomparso dall’agenda delle priorità culturali, sociali ed economiche del Paese. Non viene più menzionato fra le categorie meritevoli di essere destinatarie di supporto e sostegno, neppure tramite il PNRR, nonostante sia fra i settori più fortemente in crisi nel nostro Paese, e nessun processo di riconoscimento culturale e normativo è in atto, relegando la musica dal vivo ad una forma d’arte povera e sacrificabile.

Qual è la situazione attuale?

I concerti si possono fare?

Potenzialmente sì, ma a queste condizioni:

No ai posti in piedi

No quindi alla capienza piena

No alla somministrazione di cibo e bevande, che per molti degli spazi in cui la musica vive, rappresenta l’unica fonte di entrata per la realizzazione degli spettacoli.

Sono concerti parziali, insostenibili economicamente, ancor più in assenza di contributi, quindi impossibili da programmare, oltre a essere privi di energia e di empatia tra pubblico e artisti, di quel coinvolgimento che consente di immergersi e di vivere pienamente quell’esperienza unica, emozionante, che solo la musica, quella dal vivo, può regalare.

2020-2022

nessunconcerto

Quanto potrà durare ancora?

Nessunconcerto

è un’iniziativa di Arci, Assomusica, Bauli in Piazza, KeepON LIVE, MMF Italy

venerdì 14 gennaio 2022

5 FEBBRAIO - GIORNATA NAZIONALE DI PREVENZIONE DELLO SPRECO ALIMENTARE! EVENTO A ROMA VENERDI' 4 FEBBRAIO CON LA PRESENTAZIONE DEL REPORT WASTE WATCHER 2022

One health, one hearth. Stop food waste è il tema della 9^ Giornata nazionale di Prevenzione dello spreco alimentare, in calendario come sempre il 5 febbraio. Gli eventi ufficiali sono promossi per iniziativa della campagna Spreco Zero di Last Minute Market con il patrocinio del Ministero della Transizione Ecologica e di RAI per il sociale, e si svolgeranno a Romavenerdì 4 febbraio: sarà l’occasione per focalizzare sulla prevenzione e riduzione degli sprechi come elemento chiave a presidio della salute dell’uomo e dell’ambiente. Il 4 febbraio, infatti, è in programma la presentazione del nuovo report dell’Osservatorio Waste Watcher International con i dati del “Caso Italia” 2022, un’indagine promossa dalla campagna Spreco Zero in sinergia con l’Università di Bologna e IPSOS,  dedicata come sempre allo spreco alimentare e alle abitudini di fruizione e gestione del cibo. «Studiare l’evoluzione dei comportamenti dei cittadini in rapporto agli sprechi – sottolinea lo studioso e saggista Andrea Segrè – permette di tracciare un monitoraggio sugli stili di vita e di alimentazione, evidenziando le implicazioni in tema di salute dei cittadini e dell’ambiente, insieme agli effetti della pandemia sui comportamenti di consumo e sugli sprechi. L’analisi dei dati è quindi essenziale in chiave di sensibilizzazione  per lo sviluppo sostenibile e la prevenzione degli sprechi». Anche le Buone Pratiche di prevenzione dello spreco nascono dall’analisi delle abitudini alimentari degli italiani e il 4 febbraio 2022, nell’ambito degli eventi della Giornata nazionale di Prevenzione dello spreco alimentare, uno spazio sarà dedicato alle Best Practices di enti pubblici, imprese, scuole e cittadini: un monitoraggio che spazia dalla dimensione domestica a quella dei sistemi di produzione che devono garantire un basso impatto ambientale e il rispetto della biodiversità. La Giornata nazionale di Prevenzione dello spreco alimentare si focalizza con attenzione sul decennio che ci guiderà al 2030 e sugli Obiettivi di Sostenibilità dell’Agenda ONU 2030. Anche in quest’ottica l’Osservatorio Waste Watcher International opera strumento di riferimento per il monitoraggio dello spreco alimentare nel mondo, attraverso la survey di respiro globale “Food & waste around the world” che si presenterà il prossimo 29 settembre, 3^ Giornata mondiale di consapevolezza delle perdite e degli sprechi alimentari promossa dalle Nazioni Unite.

La Giornata nazionale di Prevenzione dello spreco alimentare ricorre dal 2014 quando, su iniziativa del fondatore prof. Andrea Segrè, coordinatore Piano Nazionale di Prevenzione dello Spreco Alimentare (PINPAS) del Ministero dell’Ambiente, furono convocati gli Stati generali della filiera agroalimentare italiana. Dal 2014 ad oggi la Giornata nazionale di Prevenzione dello spreco alimentare è stata inserita nella Campagna Spreco Zero con l’obiettivo di sensibilizzare l’opinione pubblica italiana su una questione centrale del nostro tempo.

SPRECO ALIMENTARE, I DATI NAZIONALI

Nel conto alla rovescia verso la 9^ Giornata nazionale di Prevenzione dello spreco alimentare, ecco un piccolo viaggio nelle abitudini del “consumatore errante”: Il patto degli italiani col cibo è probabilmente una delle conquiste più significative del lockdown della primavera 2020 e dei lunghi mesi invernali di distanziamento. Il cibo come scelta più consapevole per la propria salute e il benessere: lo ha confermato il report “Il caso Italia” di Waste Watcher International 2021. Si spreca ancora, ma decisamente meno. L’indagine 2021 registra  lo spreco di ca 27 kg di cibo a testa (529 grammi a settimana), quindi l’11,78% in meno (3,6 kg) rispetto all’anno precedente. Oltre 222.000 tonnellate di cibo si sono “salvate” dallo spreco in Italia (per la precisione, 222.125 tonnellate). Vale 6 miliardi e 403 milioni € lo spreco alimentare domestico nazionale, e sfiora il costo di 10 miliardi € l’intera filiera dello spreco del cibo in Italia, sommando le perdite in campo e lo spreco nel commercio e distribuzione che ammontano a 3.284.280.114 €. In peso, significa che sono andate sprecate, in Italia, 1.661.107 tonnellate di cibo in casa e 3.624.973 tonnellate se si includono le perdite e gli sprechi di filiera (dati Waste Watcher International/ Università di Bologna per campagna Spreco Zero e rilevazioni Ipsos).  Colpisce l’attenzione degli italiani al tema: l’85%, quindi una percentuale quasi plebiscitaria, chiede di rendere obbligatorie per legge le donazioni di cibo ritirato dalla vendita da parte di supermercati e aziende ad associazioni che si occupano di persone bisognose, in seguito all’aumento della povertà generato dalla pandemia covid 19. La spesa si fa per lo più una o due volte alla settimana: lo dichiarano 7 italiani su 10 (il 69% degli intervistati) e c’è una netta consapevolezza sull’importanza di investire qualche euro in più per la qualità.L’attenzione alla prevenzione dello spreco alimentare si riverbera nell’insegnamento ai figli: primo non sprecare, dicono le famiglie italiane nell’83,9% dei casi.  Otto italiani su 10 dichiarano di non sprecare quasi mai il cibo, o meno di una volta alla settimana. E quando capita, è sempre la frutta fresca al top della nefasta ‘hit parade’ degli sprechi (37%), seguita da verdura fresca (28,1%), cipolle aglio e tuberi (5%), da insalata (21%) e dal pane fresco (21%).

 Info www.sprecozero.it   Richieste dati/interviste:  ufficiostampa@volpesain.com


lunedì 13 dicembre 2021

Il Patriarca Moraglia inaugura lo Jesolo Sand Nativity

Il taglio del nastro della 19esima edizione del Presepe di sabbia di Jesolo è avvenuta oggi pomeriggio in piazza Trieste. Le sculture sono dedicate quest’anno ai miracoli di Gesù saranno visitabili fino al 6 febbraio 2022

Taglio del nastro ufficiale per la diciannovesima edizione di Jesolo Sand Nativity. Oggi, lunedì 13 dicembre, il Patriarca di Venezia, monsignor Francesco Moraglia, ha benedetto il tradizionale Presepe, il cui tema è “La sabbia dei miracoli”, nel corso della cerimonia di inaugurazione. Il percorso, composto da 12 sculture realizzate da 14 artisti provenienti da tutto il mondo, racconta altrettanti miracoli di Gesù. Completa l’esposizione, una scultura creata per ringraziare tutto il personale impegnato in prima linea nei difficili mesi della pandemia: personale sanitario, volontari, forze dell’ordine, militari ma anche dipendenti delle attività di “prima necessità”, come ad esempio i supermercati. Ad arricchire l’edizione 2021, il grande angelo in legno dello scultore Marco Martalar, realizzato utilizzando materiale ligneo proveniente dai boschi distrutti dalla tempesta Vaia.

Al taglio del nastro hanno partecipato il sindaco della Città di Jesolo, Valerio Zoggia, accompagnato dall’assessore Flavia Pastò, che ha ricordato i progetti sostenuti grazie alle donazioni raccolte da Jesolo Sand Nativity, gli altri componenti della giunta comunale e l’assessore regionale Francesco Calzavara.

I 14 artisti convocati quest’anno hanno lavorato la sabbia jesolana dal 2 al 17 novembre, modellando circa 1.000 metri cubi di rena. La mostra è visitabile fino al 6 febbraio 2022 con i seguenti orari: da lunedì a sabato 9.30/12.30-14.30/19.30, domenica e festivi orario continuato 9.30/19.30. Dal 25 dicembre al 9 gennaio orario continuato dalle 9.30 alle 19.30. L’ingresso alla mostra è libero ma consentito solamente ai possessori di green pass (esentati i bambini di età inferiore ai 12 anni). All’interno dell’area espositiva bisognerà indossare la mascherina e mantenere il distanziamento sociale, regola quest’ultima da adottare anche all’esterno quando si è in coda. La struttura è stata dotata di 2 batterie ventilanti che garantiscono un ricambio totale dell’aria ben 6 volte ogni ora.

Devo dire che tagliare il nastro del nostro famoso Presepe di sabbia è sempre un piacere, un onore e un’emozione. Quest’anno, però, lo è ancora di più – dichiara il sindaco di Jesolo, Valerio Zoggia -. È difficile pensare a un Natale a Jesolo senza il nostro Presepe di sabbia. Eppure l’anno scorso abbiamo dovuto rinunciare, e la sua mancanza si è sentita. Il 2020 è volato via, tra paura e sofferenza. È stato un anno che ha toccato tutti e che lascerà per sempre dei solchi nella memoria di ciascuno di noi. Ma oggi siamo qui a inaugurare di nuovo lo Jesolo Sand Nativity. È il segno che, pur non potendo pensare che tutto sia finito, qualcosa ce lo siamo lasciati alle spalle e dobbiamo guardare avanti. Lo Jesolo Sand Nativity torna più grande e più bello, come è giusto che sia per un evento così apprezzato. La 19esima edizione è dedicata ai Miracoli di Gesù, a cui si aggiunge una dedica particolare al personale sanitario che nei mesi passati, e ora di nuovo, ha combattuto in prima linea contro il virus. Io l’ho visitato nei giorni scorsi, come già moltissime persone, ed è meraviglioso. Ogni scultura racconta la storia di un miracolo e trasmette un messaggio di speranza e liberazione. Esattamente quello che vogliamo infondere alla città e ai suoi ospiti”.

martedì 16 novembre 2021

Ca' Foscari riporta alla luce l'antica comunità di Jesolo: resti di 140 abitanti tra VIII e XII Secolo

Presentati gli esiti dei nuovi scavi eseguiti nel sito archeologico delle “Antiche Mura”. Gli archeologi dell’ateneo, coordinati dal professor Sauro Gelichi, hanno portato alla luce i reperti che ora racconteranno gli stili di vita dei primi jesolani

Cosa mangiavano i primi jesolani? Come si muovevano? Che malattie li affliggevano? Sono queste le domande a cui gli archeologi del Dipartimento di Studi Umanistici dell’Università Ca’ Foscari Venezia stanno cercando di dare risposta dopo aver riportato alla luce i resti dei primi abitanti della città. Gli studiosi dell’ateneo veneziano, coordinati dal professor Sauro Gelichi, quest’anno hanno concentrato la loro attività di ricerca e indagine sull’area del cosiddetto monastero di San Mauro, in prossimità del complesso monumentale delle “Antiche Mura”. I lavori sull’area, iniziati nel 2017, quest’anno sono durati due mesi e hanno cercato di affrontare alcuni quesiti sorti in seguito ai ritrovamenti del recente passato. Se gli archeologi erano stati in grado di individuare strutture (chiese, abitazioni, banchine) e ricostruire, a grandi linee, la traiettoria storica di questo centro durante l’Alto Medioevo, era possibile – e come – accedere direttamente alla storia degli abitanti? Come intercettare le singole biografie di una comunità?

L’opportunità è arrivata proprio quest’anno con lo scavo del cimitero che si trovava all’interno e nei pressi della chiesa di San Mauro. Le precedenti indagini (2018-2020) avevano mostrato la ricchezza del patrimonio biologico e che, a ragione, si poteva considerare un promettente campione, sul piano qualitativo e quantitativo, in grado di accedere direttamente alla storia degli uomini e delle donne dell’Alto Medioevo di questo territorio.

Attivata una collaborazione con il Laboratorio di Antropologia Fisica dell’Università del Salento (Professor Pierfrancesco Fabbri) per lo scavo e lo studio dei reperti osteologici e con l’Università di Harvard (professor David Reich) per l’analisi del DNA, l’équipe ha completato lo scavo (e lo studio preliminare) di circa 140 individui, databili tra VIII e XII secolo. Un campione già al momento consistente, che si spera di poter raddoppiare se non triplicare con la campagna del prossimo anno. Si verrebbe così ad avere il campione di popolazione più numeroso scavato (e studiato) della laguna veneziana, relativo all’Alto Medioevo, e uno dei più cospicui noti al momento in Italia.

Gli archeologi si attendono molto dalle ricerche in corso (a cui collaborano anche il professor Carlo Barbante, il professor Dario Battistel e la professoressa Clara Turetta del Dipartimento di Scienze Ambientali, Informatica e Statistica): oltre a saperne di più sulla dieta alimentare, si investigheranno aspetti legati alla mobilità, alle malattie (come la talassemia) e al grado di conflittualità sociale. Inoltre lo studio tafonomico, unito a quello antropologico e archeologico, consentiranno di comprendere più nel dettaglio i comportamenti dei gruppi familiari in uno spazio di uso collettivo (come il cimitero), riflesso attraverso le pratiche funerarie e la gestione della memoria.

La ricerca, in concessione ministeriale, è diretta dal professor Sauro Gelichi, del Dipartimento di Studi Umanistici, con la collaborazione sul campo della dottoressa Silvia Cadamuro, della dottoressa Anita Granzo e, per la parte di studio antropologico, dalla dottoressa Serena Viva. Lo scavo è finanziato dal Comune di Jesolo e dal Fondo Scavi di Ateneo.

Il progetto di scavo, iniziato nel 2011 in prossimità dei resti dell’antica cattedrale – e che ha portato alla scoperta di ciò che rimaneva di una mansio di epoca tardo-antica -, si è spostato più a nord, nella zona dove, nel 1954, erano stati messi in luce – ma anche poi ri-sepolti – i ruderi di un complesso ecclesiastico. Il recupero dell’edificio – con il rinvenimento anche delle strutture di una chiesa precedente: VIII-IX secolo d. C. -, la scoperta delle fondazioni di un campanile, il ritrovamento di un molo con resti di imbarcazioni (monossili) di XI-XII secolo, erano stati in grado di rappresentare l’importanza del luogo e di descriverci con ricchezza di particolari, uno degli spazi insediati che avevano qualificato l’abitato dell’antica Equilo.

Sede episcopale nell’alto medioevo, snodo commerciale e porto alle foci della Piave Vecchia, Equilo era stato uno di quegli insediamenti ‘nuovi’, sorti nell’area della laguna di Venezia (o suoi bordi), che fiorirono durante l’Alto Medioevo, per finire poi abbandonati per motivi politici (il predominio sempre più forte della Serenissima), ma anche paleoambientali (l’impaludamento dell’area a seguito delle deiezioni del fiume Piave). Di questa antica città, abbandonata verso il XIII secolo, solo l’archeologia è in grado di recuperare le tracce materiali, attraverso le quali farla rivivere.

Le indagini che gli archeologi dell’Università di Venezia stanno conducendo nel sito archeologico di Jesolo portano alla luce ogni anno incredibili novità che raccontano un pezzo dell’antica storia della nostra città – dichiarano il sindaco della Città di Jesolo, Valerio Zoggia, e l’assessore alla Cultura, Giovanni Battista Scaroni -. Il lavoro svolto nel 2021 è stato, una volta ancora, eccezionale, e ci consentirà di scoprire le storie dei nostri antenati, di chi viveva su questo territorio ai suoi albori e del modo in cui si relazionavano tra loro le persone. Attendiamo con grande curiosità gli esiti degli approfondimenti, per non parlare di ciò che gli scavi ci regaleranno nel prossimo futuro”.

Con lo scavo che abbiamo intrapreso quest’anno – sottolinea il prof. Sauro Gelichidirettore dello scavo – il progetto archeologico sull’antica Equilo ha indiscutibilmente segnato un ulteriore salto di qualità, non solo per l’autorevolezza e l’internazionalità delle collaborazioni avviate, ma anche per le tematiche affrontate. Lo scavo di Jesolo si sta proponendo come il progetto archeologico più innovativo e promettente per quanto riguarda la storia della laguna nella post-antichità e, in relazione all’aspetto archeo-biologico, tra i principali in Italia”.

In occasione della conferenza stampa è stato anche illustrato il progetto “Archeo Battle: Missione Jesolo”, il gioco di carte che consente di vivere un’avventura nel contesto di una campagna archeologica. Lo scopo è quello di arrivare alla fine del percorso con almeno 4 carte “reperto archeologico” recuperate durante il percorso. L’ideazione del gioco e la resa grafica sono frutto del team “JMX COMICS”. In allegato il comunicato stampa relativo.

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