Le strabilianti sfere fischianti della famiglia Furlan
Si presenta il libro di Francesca Gregoricchio venerdì 29 aprile alle ore 18.00 in biblioteca civica
Le strabilianti sfere fischianti della famiglia Furlan è il titolo del libro per ragazzi e adulti di Francesca Gregoricchio, edito da L’Orto della Cultura, che verrà presentato venerdì 29 aprile, nella Biblioteca Civica di Cividale del Friuli, alle ore 18.
Il racconto è ambientato sulle colline del Friuli Venezia Giulia e narra le vicende della famiglia Furlan. Un giornalista in pensione riscopre la storia di oltre mezzo secolo ascoltando i racconti di un anziano signore, considerato il matto del paese. I personaggi sono trascinati nelle più straordinarie avventure da dieci strabilianti sfere che forse provengono dai primi istanti dell’Universo. Grazie al CERN la famiglia cercherà delle risposte a questi straordinari fenomeni. Le varie tappe si arricchiscono di incontri e amicizie, di vicissitudini comiche e drammatiche, in un intreccio di vite. Il libro è impreziosito dai disegni realizzati da Maddalena Bathish.
Alla presentazione prenderanno parte, oltre all’autrice Francesca Gregoricchio e l’illustratrice Maddalena Bathish, la responsabile editoriale Maura Pontoni. Nel corso della presentazione verrà proiettato un video di Federico Pedrocchi, consulente scientifico, che ha collaborato con l’autrice in modo tale che la connotazione favolistica del libro si intersecasse con il mondo scientifico, per incentivare i giovani ad avvicinarsi al mondo della scienza.
La caduta del Monte maggiore. 26-28 ottobre 1917. Le battaglie della “ritirata di Caporetto” nelle Prealpi Giulie
Il nuovo libro di Andrea Vazzaz, pubblicato da Gaspari Editore e in uscita in tutte le librerie questa settimana, parla di un capitolo di storia della Grande Guerra estremamente importante quanto sconosciuto al grande pubblico. L’autore, in vent’anni di ricerche, ha focalizzato l’attenzione sulla difesa del Monte Maggiore, uno dei principali scontri della “ritirata di Caporetto” nel settore montano friulano. I combattimenti tra il 26 e il 28 ottobre 1917 di Passo Tanamea, Monteaperta, Monte Cavallo, Sella Canebola, fecero delle Prealpi Giulie uno dei “teatri” della più grande battaglia che abbia mai attraversato il Friuli sino ad oggi. Con la caduta del pilastro difensivo del Monte Maggiore, l’avanzata austro-tedesca, che sino a quel momento si riteneva potesse essere arginata, assunse consistenza di portata strategica e sancì il ripiegamento del Regio Esercito Italiano al Tagliamento. Quest’opera non ricostruisce solo la storia militare di due popoli che si fronteggiavano in battaglia per l’ennesima volta, ma racchiude le vicende di uomini che si combattevano per un senso del dovere e amor di Patria ora inimmaginabile. È la storia di paesi e di comunità che vennero travolte e violentate dalla guerra, subendo inoltre un anno di dura occupazione. Questi avvenimenti non potrebbero essere più attuali, in un momento storico in cui i venti di guerra soffiano nuovamente sull’Europa, facendo rivivere ai popoli coinvolti le medesime sofferenze di cento anni fa. Questo libro fa riemergere delle vicende dimenticate e mai approfondite, una storia complessa quella di “Caporetto” che per decenni è stata bollata come “vile disfatta” ma che in realtà racchiude un significato più ampio e ben diverso. Vuole inoltre far conoscere e comprendere meglio il territorio del Friuli orientale e delle sue genti, fornire delle chiavi di lettura di un tragico passato, nella speranza che nel presente e in futuro si eviti di commettere i medesimi errori.
Nel conto alla rovescia per la presentazione del cartellone di Monfalcone GEOgrafie Festival 2022, in programma dal 30 marzo al 3 aprile, arriva una prima importante anticipazione: fra i protagonisti ci sarà anche la cantautrice FrancescaMichielin, artista di riferimento della scena musicale nazionale, cantautrice e polistrumentista, nel 2022 al traguardo dei primi dieci anni di carriera, costellati da enormi soddisfazioni. E proprioalla 4^ edizione di Monfalcone GEOgrafie Festival Francesca Michielin è attesa per siglare il gran finale del cartellone, domenica 3 aprile (ore 18.30, Piazza della Repubblica), in occasione dell’incontro pubblico -che si preannuncia già sold out- dedicato al suo romanzo d’esordio, “Il cuore è un organo”, in uscita per Mondadori il 15 marzo e già preordinabile sugli store online. La tappa di Monfalcone sarà dunque una delle primissime del tour di lancio del romanzo: con Francesca Michielin dialogherà a GEOgrafie Valentina Gasparet, curatrice di pordenonelegge.
Il cartellone del festival sarà svelato mercoledì 16 marzo, in occasione dell’incontro in programma alle 11 nel Teatro Comunale. Aggiornamenti e dettagli sulla pagina FB GEOgrafie Monfalcone e sul sito geografiemonfalcone.it, dove a breve sarà disponibile il programma del festival, come sempre promossoper iniziativa del Comune di Monfalcone in collaborazione con Fondazione Pordenonelegge, per la direzione artistica di Gian Mario Villalta.
Racconta Francesca Michielin, commentando l’uscita del suo primo libro: «scrivere per me è un’esigenza: lo faccio da quando sono una bambina perché mi aiuta ad evadere, mi fa mettere in ordine i pensieri, è quasi terapeutico. Ho capito crescendo che scrivere lo si può fare in diverse forme: ho iniziato con le prime poesie e le canzoni, poi dentro di me si è creato un desiderio nuovo. La forma del romanzo è intensa e complicata. Il romanzo è un battesimo del fuoco per chi ama scrivere. Per anni mi era stato detto “perché non scrivi un libro?”, e ho aspettato che arrivasse una storia, che arrivasse un racconto per riflettere e crescere, per parlare dell’amore con più sfaccettature, nella complessità delle sue sfumature». “Il cuore è un organo” è una storia tutta al femminile, travolgente e sincera. È la storia di Verde, giovanissima cantautrice all’apice del successo, è la storia di Regina, vecchia gloria della musica leggera ritiratasi dalle scene ormai da decenni, ed è anche la storia di Anna, che le ha fatte incontrare. Generazioni distanti, le loro, ma accomunate da una stessa, viscerale passione per la musica e da uno stesso e profondo dolore. Attraverso il loro incontro danno il via a una vera e propria rivoluzione che le renderà più forti e più aperte al cambiamento e all’accettazione di sé, errori compresi.
Francesca Michielin è una delle artiste più complete e interessanti del panorama musicale attuale. Cinque album, collaborazioni con le firme più importanti della scena musicale italiana, ha calcato i palchi più prestigiosi e composto colonne sonore. Diplomata al conservatorio, due volte seconda al Festival di Sanremo (nel 2016 con Nessun grado di separazione e nel 2021 con Chiamami per nome, in coppia con Fedez), ha rappresentato l’Italia all’Eurovision Song Contest e poche settimane fa è tornata sul palco dell’Ariston in veste di direttrice d’orchestra per l’esibizione di Emma. Ama la scrittura da sempre, si è messa alla prova per anni nel suo blog e dal 2021 come autrice (oltre che conduttrice) nel podcast MASCHIACCI – Per cosa lottano le donne oggi?
ALLA PN DESIGN WEEK, DAL 7 MARZO, IL WORKSHOP CHE UNISCE ENERGIE CREATIVE, PRODUTTIVE E FORMATIVE DELLA CITTA’
Fondazione Pordenonelegge.it: il progetto del nuovo sito web, e di un innovativo sistema di prenotazione in vista della 23^ edizione di pordenonelegge, diventano motore della Call che incrocia le energie creative e produttive della città, a cominciare dalla “meglio gioventù” degli Istituti superiori e universitari. Dal Polo Tecnologico Alto Adriatico al Consorzio Universitario, dall’ITS Alto Adriatico – Pordenone al Centro di Formazione Professionale “Alberto Simonini”, il progetto coinvolgerà il tessuto socio-economico in occasione della Pordenone Design Week, attraverso un laboratorio di idee e progetti in programma dal 7 all’11 marzo.
Il progetto di restyling di un sito web, e di un sistema di prenotazioni che nell’ultimo decennio si è sviluppato per accogliere un pubblico sempre più vasto, diventa opportunità di formazione e collaborazione fra le energie creative e produttive della città: Fondazione Pordenonelegge.it, ancora una volta, cerca di interpretare le opportunità del nostro tempo come terreno di crescita comune, incrociando i valori della cultura e dell’innovazione tecnologia allo sviluppo imprenditoriale e quindi socio-economico del territorio. Realizzato con la Supervisione e il coordinamento tecnico di Alea e di quello grafico dello studio Dm+B & Associati, il progetto coinvolgerà come partners di riferimento il Polo Tecnologico Alto Adriatico, il Consorzio Universitario di Pordenone, il Centro di Formazione Professionale “Alberto Simonini” e l’ITS Alto Adriatico – Pordenone. Pordenonelegge, dunque, attraverso il progetto di restyling del sito e del sistema di prenotazione, diventerà un case-history di studio e analisi all’interno del workshop organizzato nell’ambito della 11^ Pordenone Design Week: un laboratorio di idee in programma dal 7 all’11 marzo, nel quale si confronteranno studenti e giovani designer, coordinati da esperti di design e Ict, professori e docenti, del triennio dell’Isia Roma Designsede di Pordenone, dell’Istituto Carniello dell’Isis Sacile – Brugnera, del Liceo Galvani e dello Iusve, oltre ai “supertecnici” a indirizzo Ict dell’Its Alto Adriatico Pordenone.
«L’idea è nata dall’intuizione delle potenzialità sinergiche del progetto – spiega il presidente di Fondazione Pordenonelegge.it, Michelangelo Agrusti – Dopo un biennio pandemico di significativa implementazione delle nostre attività sul piano digitale, abbiamo programmato per il 2022 il restyling dello storico sito pordenonelegge.it: un’area web diventata di riferimento per la navigazione di milioni di navigatori, da oltre 20 anni sinonimo non solo di un festival ma anche dell’articolata dimensione, letteraria e culturale, nel tempo consolidata insieme alla Festa del Libro. Rendere il sito più contemporaneo e mobile-friendly significa anche dotarlo di nuove funzionalità, ma non solo. L’esigenza era anche quella di un rinnovato sistema di prenotazione degli eventi, quindi di un servizio ai followers culturali che seguono gli eventi di Fondazione Pordenonelegge.it. Per questo abbiamo pensato ad un “progetto corale”, capace di mettere a sistema le realtà che alimentano da un lato il tessuto produttivo di Pordenone, dall’altro l’impegno per l’alta formazione: un percorso con opportunità concrete di crescita professionale per i giovani, che avrà come obiettivo la messa a regime del rinnovato sito, insieme al potenziato sistema di prenotazione. Il tutto entro fine estate, nel countdown per la 23^ edizione di pordenonelegge attesa dal 18 al 22 settembre 2022».
«Pordenone si sta qualificando sempre più come polo di studi e di ricerca applicata sul design. Qui si incontrano le migliori esperienze della creatività e delle tecnologie dell’Informazione e della Comunicazione – spiega Andrea Zanni direttore del Consorzio Universitario di Pordenone – Il nostro compito come ente che si occupa di alta formazione è quello di interfacciarci al mondo dell’industria, della cultura, dell’economia, delle istituzioni, dell’università e della scuola con l’obiettivo di legare Design, Arte, Architettura al sistema produttivo per incrementarne valori e visioni».
Il Laboratorio di idee e progetti per la realizzazione del sito web e della booking area di Fondazione Pordenonelegge.it prenderà il via lunedì 7 marzo e sarà in programma per l’intera settimana al Consorzio Universitario di via Prasecco, nell’ambito della Pordenone Design Week: l’occasione per un vivacissimo brainstorming di design applicato all’innovazione tecnologica. Dopo un brief iniziale, i partecipanti al workshop avranno a disposizione un tempo circoscritto per produrre la loro proposta: fra tutti gli elaborati pervenuti Fondazione Pordenonelegge.it sceglierà quella più allineata alle sue necessità. I vincitori potranno essere coinvolti nella fase di UX/UI design. La collaborazione con la Pordenone Design Week diventa dunque momento centrale per l’avvio del progetto di restyling: un percorso di collaborative knowledge tra il sistema della formazione e quello produttivo, come da vocazione della Design Week promossa dal Consorzio Universitario di Pordenone e da Isia Roma Design, Confindustria Alto Adriatico e Associazione Culturale Pordenone Design.
Gli step successivi del progetto di Fondazione Pordenonelegge.it prevedono la definizione dell’alberatura del nuovo sito con i flussi di navigazione e interazioni utente, lo sviluppo di front end e back end, la migrazione dei contenuti e le attività preparatorie al GoLive del nuovo sito. Un rush finale che già avrà in vista pordenonelegge 2022: la festa letteraria della città, attesa con entusiasmo dai lettori, dagli autori, dagli editori di tutta Italia.
Sette secoli di storia nel volume, pubblicato da Forum Editrice Universitaria Udinese, con cui la Fondazione de Claricini Dornpacher celebra i suoi primi cinquant’anni
I de Claricini Dornpacher in Friuli: cultura, potere, prestigio di una nobile casata raccontati per la prima volta in un libro
La pubblicazione contiene interventi di carattere storico, documentale e archivistico e sarà presentata venerdì 4 marzo alle 17.30 a Villa de Claricini Dornpacher a Bottenicco di Moimacco
Bottenicco di Moimacco (UD), 23 febbraio 2022 – Arrivarono da Bologna sul finire del XIII secolo e si insediarono a Cividale mantenendo interessi e possedimenti in tutta la regione: sono i de Claricini Dornapcher, nobile famiglia la cui storia si intreccia in modo indissolubile a quella del Friuli.
Una storia fatta di cultura, potere, prestigio che ancora si respirano nella villa seicentesca incastonata nel piccolo borgo di Bottenicco di Moimacco che fu la residenza estiva della famiglia anche dopo il trasferimento di questa a Padova, con la caduta della Serenissima. Situata alle porte di Cividale, dal 1971 la dimora è sede della Fondazione de Claricini Dornpacher, costituitasi 50 anni fa con l’obiettivo di diffondere e promuovere la cultura sul territorio.
Le storie dei de Claricini Dornpacher narrate anche attraverso inedite fonti archivistiche e documentali sono state finalmente raccolte in un volume, edito da Forum, Editrice Universitaria Udinese, dal titolo I de Claricini Dornpacher in Friuli, che sarà presentato a Bottenicco di Moimacco venerdì 4 marzo alle ore 17.30.
Un libro fortemente voluto dalla Fondazione de Claricini Dornapcher e curato dal suo presidente, Oldino Cernoia, dalla storica e archivista Liliana Cargnelutti e da Andrea Zannini, professore ordinario di Storia Moderna presso il dipartimento di Studi umanistici e del Patrimonio culturale dell’Università di Udine.
“Questo volume, che propone undici interventi di altrettanti specialisti di storia dell’arte, storia medievale e moderna, vuole rendere conto delle complesse vicende della famiglia in diversi ambiti: economico, architettonico, culturale. Una storia che si allarga fino a coinvolgere, da Cividale, tutto il Friuli, e che nel corso dei suoi sette secoli arriva a toccare da vicino anche la città di Gorizia dove un ramo della famiglia si stabilì ed ebbe possedimenti nelle vicine contee. Un aspetto, questo, che approfondiremo in occasione delle iniziative che ci vedono coinvolti nel progetto Gorizia capitale europea della cultura 2025”.
Particolare cura è riservata, nel volume, alle origini della famiglia. Grazie all’impegno politico e alle unioni matrimoniali con importanti casate friulane, i Claricini acquisirono potere e ricchezza fino ad ottenere nel 1368 l’investitura di beni feudali da parte dell’imperatore Carlo IV. Nel 1418 un’altra investitura imperiale accordò loro l’onore di aggiungere al cognome il predicato di Dornpacher, casa austriaca estinta. Le attività politiche e culturali furono sempre tenute in grande pregio dalla famiglia. Uno dei suoi più illustri esponenti, Nicolò Claricini, nel 1466 trascrisse in latino la Divina Commedia, dotando così il suo casato di uno dei più antichi codici danteschi friulani, il codex Claricinensis.
Ampio spazio è anche dedicato alle peculiarità architettoniche e artistiche di Villa de Claricini Dornpacher di Bottenicco, che grazie ad una serie di testimonianze scritte si fa risalire al 1670. All’interno vi si conservano pregevoli collezioni d’arte: affreschi, dipinti, mobili, arredi, abiti e manufatti tessili, tappeti, stampe, disegni, fotografie, strumenti musicali, oggetti d’arte applicata e suppellettile domestica raccontano la storia plurisecolare della proprietà, della famiglia cui appartenne per secoli e del territorio. Tutt’intorno alla dimora e alle sue pertinenze si aprono uno splendido parco all’inglese con alberi plurisecolari e il giardino all’italiana con numerose statue.
All’interno della villa è tuttora ospitato un ampio archivio composto di documenti e oltre 5000 volumi, in parte ancora oggetto di studio: pezzi di un passato familiare che potranno raccontaci, in un futuro prossimo, altre storie inedite del nostro Friuli.
Durante la presentazione del libro I de Claricini Dornpacher in Friuli porteranno i loro saluti l’Assessore regionale Barbara Zilli, il Presidente della Fondazione Oldino Cernoia, la Sindaca di Cividale Daniela Bernardi e il Sindaco di Moimacco, Enrico Basaldella.
Interventi di Cesare Scalon, Presidente dell’Istituto Pio Paschini, Caterina Furlan, Presidente della Fondazione Ado Furlan, Andrea Zannini docente dell’Università degli Studi di Udine.
Modera Omar Monestier, Direttore del Messaggero Veneto e Il Piccolo.
L’ingresso è aperto al pubblico previa prenotazione all’indirizzo visit.declaricini.it oppure telefonando al numero 0432 733234.
La Fondazione de Claricini Dornpacher è stata istituita per volere della contessa Giuditta de Claricini nel 1971 con lo scopo di conservare il patrimonio ereditato ma anche e soprattutto di promuovere studi e manifestazioni culturali. Motore economico della Fondazione è l’azienda agricola, che conta un’oasi biologica di oltre 150 ettari coltivata a cereali e legumi e 12 ettari di vitigno dislocati in gran parte attorno alle mura della villa, a Bottenicco di Moimacco, e in parte sulle colline di Rubignacco.Per le sue caratteristiche, l’azienda agricola de Claricini ha vinto recentemente il premio AGRIcoltura100 rientrando fra le migliori 100 aziende italiane del settore per sostenibilità.
CINQUE TITOLI CHE RESTITUISCONO L’ATTUALITÀ DEL NOSTRO TEMPO, «PER FARE LUCE – SPIEGA LA PRESIDENTE DI GIURIA, ANGELA TERZANI STAUDE – SUI RETROSCENA STORICI, POLITICI E UMANI DELLE QUESTIONI DI MAGGIORE ATTUALITÀ NEL MONDO». IL PREMIO TERZANI 2022 SARÀ CONSEGNATO A UDINE SABATO 14 MAGGIO, NELL’AMBITO DEL FESTIVAL VICINO/LONTANO IN PROGRAMMA DAL 12 AL 15 MAGGIOCON LA SUA XVIII EDIZIONE.
UDINE – Fabio Deotto per L’altro mondo. La vita in un pianeta che cambia (Bompiani), Erika Fatland per La vita in alto. Una stagione sull’Himalaya (Marsilio), Gulbahar Haitiwaji con Rozenn Morgat per Sopravvissuta a un gulag cinese. La prima testimonianza di una donna uigura (add editore), Colum McCann per Apeirogon (Feltrinelli) ed Ece Temelkuran per La fiducia e la dignità. Dieci scelte urgenti per un presente migliore (Bollati Boringhieri) sono i cinque finalisti della diciottesima edizione del Premio letterario internazionale Tiziano Terzani, riconoscimento istituito e promosso dall’associazione culturale vicino/lontano di Udine insieme alla famiglia Terzani, nel segno del giornalista e scrittore fiorentino. Lo ha annunciato la Giuria, costretta anche quest’anno dalla pandemia a riunirsi online e non, come sempre, nella casa fiorentina della famiglia Terzani. «Ancora una volta – commenta Angela Terzani, presidente della giuria – abbiamo cercato di candidare al Premio opere che aiutino a far luce sui retroscena umani, storici o politici delle questioni di maggiore attualità nel mondo. Questo, per restare fedeli allo spirito di Tiziano – alla cui memoria il premio è dedicato – che ha sempre voluto tentare di capire, e far capire, ciò che avveniva di là dai nostri orizzonti». I giurati – Enza Campino, Toni Capuozzo, Marco Del Corona, Andrea Filippi, Milena Gabanelli, Nicola Gasbarro, Ettore Mo, Carla Nicolini, Marco Pacini, Paolo Pecile, Remo Politeo, Marino Sinibaldi – si sono ora riservati un supplemento di riflessione prima di passare alla votazione finale. Il vincitore sarà annunciato a fine aprile e sabato 14 maggio (ore 21, Teatro Nuovo Giovanni da Udine) sarà l’atteso protagonista della serata-evento per la consegna del Premio,appuntamento centrale della 18esima edizione del Festival vicino/lontano, in programma a Udine dal 12 al 15 maggio.
Chi sono, visti da vicino, i cinque finalisti?
Fabio Deotto (1982)è scrittore e giornalista. Laureato in biotecnologie, scrive articoli e approfondimenti per riviste nazionali e internazionali, concentrandosi in particolare sull’intersezione tra scienza e cultura. Per Einaudi ha pubblicato i romanzi Condominio R39 (2014) e Un attimo prima (2017). Vive e lavora a Milano e insegna scrittura creativa alla Scuola Holden di Torino. L’altro mondo. La vita in un pianeta che cambia, pubblicato da Bompiani, è un lungo viaggio nei luoghi dove il cambiamento climatico è già una realtà visibile: le Maldive, Miami, la Louisiana, il Texas, la Lapponia, il Delta del Po e Venezia. Alle Maldive le spiagge spariscono, a Miami si ricostruiscono le strade sollevate di un metro, la Louisiana sprofonda a vista d’occhio, in Franciacorta il vino diventa ogni anno più difficile da produrre, e mentre a Venezia l’acqua salata consuma un patrimonio artistico inestimabile, altre città si svuotano di automobili e si riempiono di animali. Negli ultimi dieci anni la crisi climatica è passata da essere un problema delle generazioni future a costituire una vera e propria emergenza del presente. Eppure, nonostante il mondo in cui viviamo sia cambiato in modo inequivocabile e sia ormai molto diverso da quello in cui siamo cresciuti, noi continuiamo a vederlo inalterato. La colpa è dei tanti angoli ciechi che intralciano la nostra percezione della realtà. L’altro mondo va a cercare un nuovo sguardo nelle storie reali di persone già oggi costrette a misurarsi con un pianeta più caldo, esplorando allo stesso tempo le zavorre cognitive e culturali che rendono così difficile accettare il cambiamento in atto. Il risultato è un reportage narrativo che ci aiuta a vedere il nuovo mondo in cui stiamo imparando a vivere.
Erika Fatland (1983) è scrittrice e antropologa. Vive a Oslo. Collabora con diverse testate e si è imposta sulla scena culturale internazionale già con il suo primo libro, Sovietistan, tradotto in ventiquattro paesi, in Italia da Marsilio nel 2017. Il suo secondo lavoro, La frontiera (Marsilio 2019), è stato finalista al Premio Terzani 2020. Lo scorso anno le è stato conferito a Roma il Premio Kapuściński per il reportage. Dopo aver raccontato le repubbliche ex sovietiche dell’Asia centrale e gli sterminati confini della Russia, con il suo terzo libro, La vita in alto – sempre edito da Marsilio (traduzione di Sara Culeddu e Alessandra Scali) –, Erika Fatland ci porta sulla catena montuosa più alta del pianeta facendoci scoprire la sua gente, le mille culture, lo splendore dei paesaggi, ma anche la storia poco nota che è all’origine di alcuni tra i conflitti più sanguinosi di oggi e di ieri. Partendo dalla Cina e attraversando Pakistan, India, Bhutan, Nepal e Tibet, la scrittrice norvegese, uno dei più apprezzati talenti della letteratura di viaggio, percorre un nuovo itinerario, affascinante e pieno di sorprese, dove a dominare la scena non sono solo vette maestose e orizzonti infiniti, ma uomini e donne in carne e ossa, di cui raccoglie le testimonianze e descrive le piccole vite che brulicano tra quelle montagne alte come giganti. Cinque paesi abitati da centinaia di etnie dalle innumerevoli lingue e tradizioni, e tre grandi religioni che si mescolano ad antichi riti sciamanici e credenze primitive: combinando il rigore dell’antropologa con la curiosità dell’esploratrice, la nuova voce del reportage internazionale, più volte paragonata a Bruce Chatwin, ci consegna un racconto che fonde storia e politica, geografia ed ecologia; il diario di un’avventura durata otto mesi tra cime vertiginose e valli remote, comunità arcaiche e superpotenze economiche che convivono sul tetto del mondo.
Nato a Dublino nel 1965, Colum McCann è uno scrittore irlandese naturalizzato statunitense. Vive con la famiglia a New York e insegna scrittura creativa all’Hunter College. È riconosciuto a livello internazionale come uno dei massimi romanzieri di lingua inglese degli ultimi decenni. Nel 2009 si è aggiudicato il National Book Award con Questo bacio vada al mondo intero, tradotto in 35 lingue e insignito dei più prestigiosi riconoscimenti letterari mondiali. La sua narrativa ha riscosso unanimi apprezzamenti per la sensibilità nel raccontare le complesse geografie del mondo globalizzato, privilegiando talora lo sguardo di personaggi che vivono ai margini della storia. In Italia sono usciti in passato alcuni suoi romanzi ora fuori catalogo. Apeirogon (traduzione di Marinella Magrì) è edito da Feltrinelli, che sta pubblicando tutte le sue opere. Sono già in libreria TransAtlantico (2021) e Lascia che il mondo giri (2022). Il romanzo prende il nome – sconosciuto ai più – del poligono con un numero indefinito di lati e ne assume anche la forma, scardinando ogni impianto narrativo tradizionale. Attraversa i secoli e i continenti, cucendo insieme il tempo, l’arte, la natura e la politica, per raccontare la storia vera di due uomini divisi dal conflitto e riuniti dalla perdita. Bassam Aramin è palestinese. Rami Elhanan è israeliano. Il conflitto colora ogni aspetto della loro vita quotidiana, dalle strade che sono autorizzati a percorrere, alle scuole che le loro figlie, Abir e Smadar, frequentano, ai checkpoint. Sono costretti senza sosta a confrontarsi fisicamente ed emotivamente con la violenza circostante. Come l’Apeirogon del titolo, infiniti sono gli aspetti, i livelli, gli elementi di scontro che vedono contrapposti due popoli e due esistenze su un’unica terra. Ma il mondo di Bassam e di Rami cambia irrimediabilmente quando Abir, dieci anni, è uccisa da un proiettile di gomma e la tredicenne Smadar rimane vittima di un attentato suicida. Quando Bassam e Rami vengono a conoscenza delle rispettive tragedie, si riconoscono, diventano amici intimi e decidono di usare il loro comune dolore in un’arma per la pace.
Nata nel 1966 nella provincia autonoma dello Xinjiang, nella Cina occidentale, Gulbahar Haitiwaji ha lavorato come ingegnera in una compagnia petrolifera. Nel 2006, dopo il peggioramento delle persecuzioni cinesi verso la minoranza turcofona di religione islamica cui appartiene, ha raggiunto con le figlie il marito, già esule in Francia. Dopo dieci anni, una mattina del novembre 2016, è stata richiamata in Cina con il pretesto di chiudere alcune pratiche amministrative. Accusata di dissimulare posizioni indipendentiste e attività terroristiche dietro il suo esilio in Francia, sparisce nelle viscere del terrificante sistema dei campi di concentramento ideati dal Partito comunista cinese per annientare il popolo uiguro. Per quel che ne sappiamo, più di un milione di uiguri sono stati deportati nei “campi di rieducazione” sulla base di infondate accuse di terrorismo, infiltrazione e separatismo. Gli “Xinjiang Papers”, pubblicati dal New York Times nel novembre 2019, hanno rivelato al mondo e provato la sistematica repressione della minoranza musulmana degli uiguri attraverso la detenzione di massa, la più devastante dall’era di Mao. Per quasi tre anni, Gulbahar Haitiwaji è stata privata della libertà e ha subìto ogni sorta di violenza dalla polizia, centinaia di ore di interrogatori, fame, freddo, torture, sterilizzazione forzata e dodici ore al giorno di propaganda cinese. Salvata grazie alle disperate trattative della figlia e all’ostinazione del ministero degli Affari esteri francese, Gulbahar Haitiwaji è la prima testimone del genocidio culturale in atto. Ha scritto il libro con una giornalista del Figaro esperta della questione uigura, Rozenn Morgat, nel corso di un lungo anno di incontri. La pubblicazione di Sopravvissuta a un gulag cinese, best seller internazionale edito in Italia da add editore (traduzione di Sara Prencipe), comporta un terribile rischio, che lei e la sua famiglia hanno deciso di assumersi perché la sua voce essenziale raggiunga l’Occidente e ne scuota l’indifferenza.
Ece Temelkuran (1973) è una scrittrice, giornalista e commentatrice politica turca, per anni firma delle testate più importanti del suo paese. Nel 2012 è stata licenziata dal suo giornale, l’Habertürk, per aver scritto un reportage sul massacro dei curdi al confine tra Turchia e Iraq. Vive ora in Croazia e collabora con autorevoli testate internazionali. Autrice di numerosi saggi e opere narrative – dei suoi romanzi in italiano sono apparsi Turchia folle e malinconica e Soffiano sui nodi – ha vinto l’Edinburgh International Book Festival First Book Award e l’Ambassador of New Europe Award ed è stata per due volte classificata tra le dieci persone più influenti dei social media. È seguita su Twitter da quasi tre milioni di persone. Il saggio Come sfasciare un paese in sette mosse. La via che porta dal populismo alla dittatura (Bollati Boringhieri) è stato finalista del Premio Terzani 2020. Il suo nuovo, agile saggio La fiducia e la dignità. Dieci scelte urgenti per un presente migliore, pubblicato in italiano sempre da Bollati Boringhieri (traduzione di Giuliana Olivero), vuole proporre un nuovo linguaggio, che vada oltre il discorso politico, per ripristinare la fede nel genere umano. Nell’epoca della polarizzazione estrema e dell’odio, Temelkuran costruisce in pagine appassionate un vocabolario fatto di parole di cui riappropriarsi, parole accoglienti come «dignità», «attenzione», «partecipazione», «gesto umano». È necessario che sempre più persone sostengano l’idea di un mondo giusto e dignitoso, recuperando la parola «fede», riscattandola dal suo contesto religioso. Perché da decenni, ormai, proprio la fede è stata distrutta, soprattutto da una frase che è diventata inattaccabile a forza di ripeterla: «Non c’è alternativa». Invece, per Temelkuran, un’alternativa deve esserci: non possiamo accettare di essere a un punto morto della storia umana. Ma l’emergenza climatica e la stessa pandemia sono segnali incontestabili: il tempo sta scadendo. Tutto quello che possiamo fare va fatto subito, senza più esitazioni. Dobbiamo imparare ad agire insieme, a prenderci cura gli uni degli altri. Dobbiamo farlo adesso, prima che sia troppo tardi.
ROMA – Va allo scienziato e divulgatore Stefano Mancuso, autore del libro “La pianta del mondo” – edito Laterza – la seconda edizione del Premio Vivere a #sprecozero, categoria Saggistica – Pagine di Sostenibilità, “per averci ricordato che tutto comincia e finisce con le piante e che credere di essere al di sopra della natura è uno dei pericoli più gravi per la sopravvivenza della nostra specie”. Nella medesima categoria la menzione Speciale va all’autrice Anna Perin per il libro “Il tavolino magico. Avventure di riciclo fuori dall’ordinario” (Sensibili alle foglie), una raccolta di racconti che ci fa scoprire la pratica “freegan” del recupero dalla spazzatura: uno spaccato di come si possa vivere, in particolar modo di notte, la città e le relazioni nella società capitalista, dello spreco consumistico. La cerimonia di Premiazione è in programma venerdì 26 novembrea Bologna, nel Palazzo Municipale in piazza Maggiore dalle 16. Sarà aperta al pubblico possessore di Green Pass e verrà trasmessa in streaming live sul canale youtube della campagna Spreco Zero. Interverranno, con il presidente di Giuria Andrea Segre’, fondatore campagna Spreco Zero, il climatologo e divulgatore scientifico Luca Mercalli, ambasciatore 2021 di buone pratiche. Il Premio Vivere a #sprecozero – Saggistica, pagine di Sostenibilità è promosso con il patrocinio del Ministero dell’Ambiente e con la collaborazione di ENI, in media partnership con Rai Radio2. Dettagli e aggiornamenti sul sito sprecozero.it
Le piante – ci spiega Stefano Mancuso nel saggio “La pianta del mondo” – sono baricentro essenziale della possibilità di vivere su questo pianeta, sono letteralmente dappertutto e le loro storie si intrecciano agli avvenimenti umani e alla narrazione della vita sulla Terra. Perché le piante costituiscono la nervatura, la mappa (o pianta) sulla base della quale è costruito l’intero mondo in cui viviamo. Non vederla, o ancora peggio ignorarla, credendo di essere al di sopra della natura, è uno dei pericoli più gravi per la sopravvivenza della nostra specie. Stefano Mancuso, premio Hemingway 2021 per L’Avventura del pensiero, è un botanico, accademico e saggistaitaliano, insegna arboricoltura generale ed etologia vegetale all’Università di Firenze. È membro dell’Accademia dei Georgofili, membro fondatore della Société internationale pour le signalement et le comportement des plantes e direttore del Laboratorio internazionale di neurobiologia vegetale. È direttore dell’International Laboratory of Plant Neurobiology (LINV) e uno dei membri fondatori dell’International Society for Plant Signaling & Behavior. Tra le sue pubblicazioni Verde brillante. Sensibilità e intelligenza del mondo vegetale (Giunti Editore, 2013, con Alessandra Viola), Uomini che amano le piante (Giunti Editore, 2014), Botanica. Viaggio nell’universo vegetale (Aboca Edizioni, 2017), Plant revolution (Giunti Editore, 2017), L’incredibile viaggio delle piante (Laterza 2018), La nazione delle piante (Laterza 2019) e La pianta del Mondo (Laterza 2020).
L’AUTORE FRANCESCO ZARZANA LO PRESENTA DOMANI SERA A MODENA
Charlotte, la donna che cambiò il corso della Rivoluzione francese fatta dagli uomini. Nella sua casa di Caen, cuore pulsante girondino, la giovane Charlotte Corday, appassionata di filosofia e studiosa delle nuove idee illuminate, improvvisamente decide che non c’è più tempo: Jean Paul Marat deve essere ucciso perché l‘ami du peuple se ne è invece rivelato il nemico, la personificazione del terrore e della morte. E questo diventa il suo unico pensiero, la sua ossessione fino all’atto omicida che si consumerà il 13 luglio 1793, quando Charlotte riesce a introdursi, con l’espediente di una lettera di supplica, negli appartamenti di Marat che la riceve immerso nella sua vasca da bagno, a causa di una grave malattia della pelle che lo costringeva a bagni terapeutici. Dopo aver scambiato con lui poche parole, la giovane lo colpisce al petto con un coltello. Così Charlotte si macchia di uno degli assassini che hanno fatto storia e che la storia l’hanno cambiata.
Parte da questi fatti storici, il nuovo libro dello scrittore, drammaturgo, regista e direttore artistico di Buk Festival della Piccola e Media Editoria di Modena e del Buk Film Festival Francesco Zarzana “Charlotte” (ProgettArte Edizioni, 16 €) in libreria da domani 12 novembre. Lo sfoglieranno in anteprima nazionale a Modena, sempre domani venerdì 12 novembre, alle ore 20.30 Palazzo dei Musei di Modena, Sala Ex Oratorio, l’autore insieme alla scrittrice Giusella De Maria.
Ma va ben oltre, e affida alla voce della stessa protagonista Charlotte, in prima persona, il racconto di ciò che accadde dopo: la sua cattura, il processo, la condanna fino la ghigliottina.
Un lungo monologo di una donna che decide per sé, che si sacrifica in nome della libertà del suo popolo. Non chiede complicità, aiuto, sostegno ai suoi compagni girondini, fa tutto da sola, conosce le conseguenze del suo gesto, non c’è nulla che può farle cambiare idea, ha deciso, la sua è una missione, un martirio per il bene della Francia.
«Con Charlotte continuo il mio lavoro di “indagine” sul mondo femminile e sulla violenza in particolare. Qui è la donna l’assassina che uccide per motivi sicuramente politici, ma soprattutto si sacrifica per evitare tante altre sciagure. La Rivoluzione Francese doveva liberarsi del suo tiranno per eccellenza, quale era diventato Marat», spiega Francesco Zarzana «Perché questo libro? Perché Charlotte? Sono stato ispirato dal famoso quadro di Louis David, grande amico di Marat, che lo ritrae nella vasca da bagno pugnalato e mi sono chiesto perché non avesse dipinto anche la sua assassina. Da lì ho cercato di capire chi fosse veramente Charlotte e cosa successe prima di quel gesto ma anche cosa accadde dopo».
Il processo a Charlotte Corday, nella sua drammaticità, ha un grande valore simbolico nella Francia di fine settecento, perché è una delle rare volte, forse la prima, durante la Rivoluzione francese in cui una donna prende la parola, dichiarando le sue posizioni con chiarezza e lucidità. Rivendicando il suo atto criminoso, Charlotte –difesa dell’avvocato Claude François Chaveau-Lagarde, lo stesso che tenterà di salvare la regina Maria Antonietta dalla ghigliottina – utilizza il processo per esprimere le sue motivazioni politiche e personali. Ed è certamente la prima volta che succede.
«Ho attinto a tanti documenti, soprattutto quelli processuali, avuti nella disponibilità grazie al Ministero della Giustizia francese», prosegue l’autore«Tutto ciò ha reso possibile ricostruire questa vicenda e allargare lo sguardo al “dopo Charlotte” e ai tanti personaggi storici– Jacques-Bernard-Marie Montané, il presidente del Tribunale rivoluzionario, il pubblico accusatore Antoine Fouquier-Tinville, Charles-Henri Sanson, il boia di Parigi e tanti altri –che in qualche modo l’hanno determinata, con un’autenticità pressoché totale».
L’incontro di presentazione di“ Charlotte” (ProgettArte Edizioni) di Francesco Zarzana a Modena, venerdì 12 novembre, alle ore 20.30 Palazzo dei Musei di Modena, Sala Ex Oratorio è organizzato da ProgettArte, con il patrocinio del Comune di Modena. Ingresso libero e gratuito senza prenotazioni, si richiede il green pass.
Affrontare le tempeste della vita: l’importanza dell’educazione emotiva
di Alberto Pellai
con la partecipazione di una delegazione del Piccolo Coro «Mariele Ventre» dell’Antoniano ospite dell’incontro con Sta passando la tempesta
Destinazione Bellatrix. Matematica con gli Escape Book di Andrea Maffia
Saranno due gli appuntamenti che vedranno Erickson protagonista del XXXIII Salone Internazionale del Libro di Torino, tra un’occasione di incontro e di confronto su temi educativi allo stesso tempo universali e di più stringente attualità, e un laboratorio attivo per la crescita e lo sviluppo delle abilità logico-matematiche degli studenti della scuola secondaria di primo grado.
Primo tra i due, venerdì 15 ottobre alle 13, Destinazione Bellatrix. Matematica con gli Escape Book:un’esperienza attiva pensata e guidata da Andrea Maffia, ricercatore dell’Università di Pavia, che, nel Lab4 del Padiglione 2, salperà sulla nave spaziale Numerion accompagnato da una ciurma di piccoli partecipanti, dagli 11 ai 13 anni, che tenteranno di risolvere il mistero della scomparsa del prezioso carico riportando la nave sulla rotta verso Bellatrix, attingendo in modo collaborativo alle proprie abilità logiche, di ragionamento e al pensiero laterale. Il laboratorio prende avvio a partire da Destinazione Bellatrix, un coinvolgente escape book ideato per consolidare le abilità matematiche attraverso la proposta di appassionanti enigmi di aritmetica e geometria, necessari a superare i misteri e le difficoltà di un’incredibile avventura nello spazio. L’uscita è parte della collana PLAYSCAPE – “Gioca ed esplora”, una nuova linea targata Erickson di giochi da tavolo e libri che – basandosi sul modello dell’Escape Room – ne fanno propri alcuni principi per applicarli ai contenuti didattici, stimolando i ragazzi a procedere nell’avventura risolvendo codici, enigmi, rompicapo e indovinelli.
Andrea Maffia, PhD in didattica della matematica, è ricercatore presso il Dipartimento di Matematica dell’Università di Pavia. Già insegnante di matematica nella scuola secondaria di primo grado, si occupa dello studio dei processi di apprendimento. Al centro dei suoi interessi di ricerca vi è l’uso di artefatti (anche storici) per stimolare l’apprendimento nel campo moltiplicativo.
Sabato 16 ottobre, alle ore 11.30 nella Sala Gialla, sarà invece la volta di Alberto Pellai nell’incontro Affrontare le tempeste della vita: l’importanza dell’educazione emotiva: un momento di proposta concreta di percorsi, strategie e suggerimenti per imparare a esplorare le proprie risorse interiori necessarie a far fronte alle difficoltà, e ad accompagnare i più piccoli sullo stesso percorso. L’appuntamento si svolgerà alla presenza di una delegazione del Piccolo Coro «Mariele Ventre» dell’Antoniano e della sua Direttrice Sabrina Simoniche si esibirà in Sta passando la tempesta, e prenderà spunto dalla recente uscita di Sta passando la tempesta. Una storia e dieci attività per affrontare la paura e ripartire con coraggio (Erickson).
Sostenere la crescita nei tempi di tempesta significa per gli adulti insegnare ai più piccoli non solo ad affidarsi loro quando le onde sembrano troppo alte, ma anche e soprattutto a trovare dentro di sé le risorse adeguate per affrontare le sfide del momento. Dopo un tempo prolungato che ha messo alla prova le competenze emotive dei più piccoli, con Sta passando la tempesta, Alberto Pellaipropone quindi un percorso, rivolto ai bambini della scuola dell’infanzia e dei primi anni della scuola primaria, che intende prenderli per mano e aiutarli a esplorare le proprie risorse interiori con cui far fronte alle difficoltà. Le stesse che l’Organizzazione Mondiale della Sanità chiama Life Skills, proprio perché indispensabili per fronteggiare i momenti più impegnativi, quelli che chiedono di sapersi adattare velocemente a nuovi contesti di vita.
A partire dalla storia in rima da cui l’autore ha tratto una canzone originale dello Zecchino d’Oro per la scuola Sta passando la tempesta, musicata da Paolo Giovanni D’Errico e cantata dal Piccolo Coro «Mariele Ventre» dell’Antoniano diretto da Sabrina Simoni, il libro propone dieci azioni per allenare alla resilienza accompagnate da alcune attività da svolgere in gruppo che permettono all’educatore (docente o genitore che sia) di reclutare tutte le intelligenze multiple del modello di Howard Gardner: intelligenza musicale (cantare), intelligenza intrapersonale (immaginare), intelligenza artistica (disegnare), intelligenza spirituale (meditare), intelligenza cinestesica-corporea (rilassarsi e respirare), intelligenza interpersonale (fare squadra, giocare), intelligenza verbale-linguistica (raccontare i ricordi), intelligenza naturalistica (generare un contatto profondo con la natura).
L’obiettivo del libro è di aiutare a rinforzare in modo giocoso, allegro e divertente le competenze auto-regolative dei bambini,ma soprattutto di ridare speranza dopo un tempo prolungato così extra-ordinario.
Abbracci a forma di libro cambia orario, solo per questa settimana! Il prossimo appuntamento – che vedrà ospite il celebre volto di Striscia la Notizia Pinuccio – verrà anticipato alle ore 19.00 sempre in diretta nel profilo instagram @giuliamariadotto.
Con il suo libro “Annessi e connessi” edito da Mondadori Electa, Pinuccio – mercoledì 02 dicembre alle ore 19 – sarà il protagonista della terza puntata del format “Abbracci a forma di libro” ideato dalla società di eventi Giuliamaria Dotto – pr, comunicazione, eventi. In diretta dal profilo instagram @giuliamariadotto, Pinuccio trascinerà gli spettatori, attraverso la sua irresistibile ironia, dietro le quinte della grande commedia condivisa di cui siamo quotidianamente attori e spettatori: la vita al tempo dei social. Ormai abbiamo tutti due vite. Quella in cui andiamo a fare la spesa al discount in tuta, spettinati, struccate, trascinandoci dietro i figli che non ne vogliono sapere di accompagnarci a pesare la lattuga, e quella che raccontiamo attraverso le immagini allettanti, seducenti, pensate e studiatissime che pubblichiamo su Facebook e su Instagram, la nostra vita di profilo. Ma quale delle due ci rappresenta di più?
In un esilarante, spietato, illuminante viaggio dietro le quinte del mondo dei social, Pinuccio con il suo libro affronta temi importanti e di estrema attualità: la realtà e la finzione sui social; il processo di felicità aumentata che spinge a descriversi più felici e appagati; la solitudine digitale e la continua ricerca del consenso. Ma non solo, di estrema attualità anche il tema dei “politici influencer” e com’è cambiata la comunicazione social durante la pandemia.
A proposito dell’autorePinuccio, all’anagrafe Alessio Giannone, è nato a Bari nel 1979. Divenuto popolare grazie a un canale YouTube in cui inscenava telefonate immaginarie a politici e a personaggi famosi, oggi è attore e regista, nonché uno dei volti più noti di Striscia la notizia, per cui è autore di servizi che denunciano casi di malasanità, cattiva amministrazione e inquinamento ambientale.
ABBRACCI A FORMA DI LIBRO
“Abbracci a forma di libro” è la programmazione ricca di appuntamenti virtuali ideata dalla società di eventi che porta il nome di Giuliamaria, ma è composta da un team affiatato di professionisti che non si sono mai arresi nonostante il blocco del settore eventi che ormai perdura dallo scorso Febbraio. Ogni mercoledì fino alla vigilia di Natale, la pagina instagram dell’agenzia (@giuliamariadotto) ospiterà autori provenienti da tutta Italia, in collaborazione con le principali case editrici (Mondadori, Sperling & Kupfer).
“Desidero che questa programmazione diventi un abbraccio virtuale condiviso in tutto il nostro Paese. Vorrei farlo regalando emozioni, calore e divulgando il piacere della lettura in un momento storico-sociale in cui siamo sempre incollati al telefono. Trovo che leggere sia il migliore investimento di tempo, ora che siamo costretti in casa, per distaccarsi positivamente dal mondo esterno” – afferma Giuliamaria Dotto Pagnossin.
Nei prossimi mercoledì seguiranno ulteriori volti noti del panorama italiano. Il 2 dicembre sarà ospite il celebre volto di Striscia la Notizia Pinuccio, a seguire Stella Pulpo (9 dicembre), Sabrina Paravicini (16 dicembre) e il celebre astrologo Simon&The Stars (23 dicembre), che chiuderà la programmazione con una previsione – si auspica positiva – di quel che sarà l’anno che verrà.
BON TON TIME NON SI È MAI FERMATO
Continuano inoltre le video-pillole di Bon Ton Time, il format nato nel mese di Marzo ora giunto alla sua trentesima puntata. Creato da Giuliamaria durante il primo lockdown nazionale, il progetto non si è mai fermato in questi mesi e, superate le 30 puntate, ancora oggi continua ad essere presente ogni settimana, alle ore 12, con una nuova puntata pubblicata nei canali social (Facebook, Instagram, YouTube) dell’agenzia (@giuliamariadotto).
ABBRACCI A FORMA DI LIBRO – Programma
Mercoledì 18 novembre – ore 20.30 Luca Viscardi – La vita a piccoli passi Sperling & Kupfer Editore
Mercoledì 25 novembre – ore 20.30 Camilla Mangiapelo – Più di ieri, meno di domani Sperling & Kupfer Editore
Mercoledì 02 dicembre – ore 20.30 Pinuccio – Annessi e connessi Sperling & Kupfer Editore
Mercoledì 09 dicembre – ore 20.30 Stella Pulpo – Esserti fedele sempre (o forse no) Sperling & Kupfer Editore
Mercoledì 16 dicembre – ore 20.30 Sabrina Paravicini – Fino a qui tutto bene Sperling & Kupfer Editore
Mercoledì 23 dicembre – ore 20.30 Simon & the Stars – L’oroscopo 2021. Il giro del mondo in 12 segni. Mondadori
Con l’ulteriore stop agli eventi fisici, in casa 2GM la programmazione diventa digitale e in collaborazione con le principali case editrici nazionali. Ogni mercoledì sera, nella pagina Instagram dell’agenzia di eventi (@giuliamariadotto), si alterneranno autori provenienti da tutta Italia come Luca Viscardi, Sabrina Paravicini, Stella Pulpo e molti altri.
Treviso, Novembre 2020 – “Anche se tutto sembra andare contro, sono convinta che non dobbiamo fermarci. Faccio parte di un settore bloccato dallo scorso Febbraio e che ancora non ha avuto nessun aiuto concreto dallo Stato, ma nonostante ciò voglio continuare – per quanto possibile – a nutrirmi di speranza e positività, cercando la forza continuando a fare quello che più amo.” – afferma Giuliamaria Dotto Pagnossin, titolare della società di eventi 2GM srl.
“Abbracci a forma di libro” è la programmazione ricca di appuntamenti virtuali ideata dalla società di eventi che porta il nome di Giuliamaria, ma è composta da un team affiatato di professionisti che non si sono mai arresi. A partire da questo mercoledì fino alla vigilia di Natale, i social network dell’agenzia ospiteranno autori provenienti da tutta Italia, in collaborazione con le principali case editrici (Mondadori, Sperling & Kupfer).
Il primo ospite a dare il via al nuovo format “Abbracci a forma di libro” sarà Luca Viscardi, conduttore radiofonico che ha cominciato la sua carriera a RTL 102.5, emittente su cui ha condotto per molti anni il programma “La famiglia”. Viscardi è anche blogger italiano oltre che innovatore e divulgatore che ha creato il sito di tecnologia mistergadget.tv. Con il suo ultimo scritto “La vita a piccoli passi” che verrà presentato mercoledì 18 novembre alle 20.30 nel profilo instagram @giuliamariadotto, Viscardi ha raccontato la sua esperienza con il COVID-19: «sembrava un film ma è solo la storia di un mese un po’ assurdo di una vita come tante: avrei lasciato ad altri il ruolo di protagonista, ma sono grato di aver potuto sperimentare quella che prima era solo una teoria.» – racconta l’autore.
Nei mercoledì successivi seguiranno autori emergenti come Camilla Mangiapelo (25 novembre), con il suo libro “Più di ieri, meno di domani” edito da Sperling & Kupfer, il celebre volto di Striscia la Notizia Pinuccio (02 dicembre), Stella Pulpo (9 dicembre), Sabrina Paravicini (16 dicembre) e il celebre astrologo Simon&The Stars (23 dicembre), che chiuderà la programmazione con una previsione – si auspica positiva – di quel che sarà l’anno che verrà.
“Desidero che questa programmazione diventi un abbraccio virtuale condiviso in tutto il nostro Paese. Vorrei farlo regalando emozioni, calore e divulgando il piacere della lettura in un momento storico-sociale in cui siamo sempre incollati al telefono. Trovo che leggere sia il migliore investimento di tempo, ora che siamo costretti in casa, per distaccarsi positivamente dal mondo esterno” – conclude Giuliamaria.
Nel mese di Dicembre, inoltre, il programma di eventi diventerà ancor più fitto: sono a calendario altri nuovi appuntamenti digitali che avranno come ospiti grandi nomi del panorama nazionale. Continuano inoltre le video-pillole di Bon Ton Time, il format nato nel mese di Marzo ora giunto alla sua trentesima puntata. Creato da Giuliamaria durante il primo lockdown nazionale, il progetto non si è mai fermato in questi mesi e, ancora oggi, continua ad essere presente ogni settimana, alle ore 12, con una nuova puntata pubblicata nei canali social (Facebook, Instagram, YouTube) dell’agenzia.
ABBRACCI A FORMA DI LIBRO – Programma
Mercoledì 18 novembre – ore 20.30
Luca Viscardi – La vita a piccoli passi
Sperling & Kupfer Editore
Mercoledì 25 novembre – ore 20.30
Camilla Mangiapelo – Più di ieri, meno di domani
Sperling & Kupfer Editore
Mercoledì 02 dicembre – ore 20.30
Pinuccio – Annessi e connessi
Sperling & Kupfer Editore
Mercoledì 09 dicembre – ore 20.30
Stella Pulpo – Esserti fedele sempre (o forse no)
Sperling & Kupfer Editore
Mercoledì 16 dicembre – ore 20.30
Sabrina Paravicini – Fino a qui tutto bene
Sperling & Kupfer Editore
Mercoledì 23 dicembre – ore 20.30
Simon & the Stars – L’oroscopo 2021. Il giro del mondo in 12 segni.
L’attenzione alle giovani promesse è sempre stata forte da parte dell’imprenditrice Giuliamaria Dotto Pagnossin, ed è per questo motivo che il secondo evento “virtuale” dell’agenzia di eventi Giuliamaria Dotto – pr, comunicazione, eventi darà voce a Paolo Franco, classe 1995, infermiere di professione e scrittore di passione.
Il suo ultimo libro appena uscito “Un giorno in più” (edito da Albatros Il Filo) verrà presentato martedì 26 maggio, alle ore 21.00, in diretta instagram nel profilo @giuliamariadotto.
Il lavoro di infermiere, specie in quest’ultimo periodo, ha contribuito a formare l’autore Paolo Franco come persona, a fargli vivere delle esperienze importantissime, oltre che delle sensazioni che si porterà per tutta la vita. D’altronde il cruccio della sua scrittura sono le esperienze, l’introspezione della persona che le vive e che rende irripetibili certi momenti.
L’evento del prossimo martedì parlerà proprio di questo: duro lavoro e grande passione.
Il libro “Un giorno in più” racconta la storia di Mark Gordon, un adolescente alle prese con i suoi problemi esistenziali, oltre che familiari, che lo conducono verso una strada sempre più in salita.
I suoi genitori sono separati, tra loro si è insinuato Gerard, collega di lavoro della madre, che Mark odia profondamente. Il padre, in preda alla collera, molla tutto e scappa via, non si sa dove, lasciando una lettera al figlio che semina ulteriori dubbi.
Il protagonista però non è solo, ha dalla sua parte due amici con cui ha un legame speciale: Pete, orfano, che vive con due nonni che stravedono per Mark conoscendolo fin da piccolo e Mike, incontrato da poco durante il liceo, figlio del celeberrimo giudice Jack e fratello della stupenda Jane. Sullo sfondo ci sono Richard Miller e i suoi scagnozzi che, con le loro bravate, infastidiscono non poco i tre amici.
‘Il dado è tratto’, almeno così sembrerebbe, ma il buon Mark si ritroverà di fronte a colpi di scena continui. La sua profondità d’animo, nonostante la giovane età, e le continue scoperte che farà lo accompagneranno per tutto il cammino facendogli raggiungere la meta che non si sarebbe mai aspettato… Appuntamento a martedì 26 maggio, alle 21, sul profilo Instagram dell’agenzia di eventi [@giuliamariadotto]. Continuano inoltre gli appuntamenti con la rubrica Bon Ton Time: il format dell’imprenditrice nato – durante il periodo di lockdown – per svelare al web in maniera gratuita e divertente una serie di pillole di galateo e buone maniere adatte a ogni genere, età e professione.
Ogni venerdì alle 12 viene pubblicata la nuova video-pillola nel canalI YouTube, Facebook e Instagram dell’agenzia [@giuliamariadotto] mentre il sabato mattina, alle 10, Bon Ton Time si duplica nella sua versione “live” in diretta Instagram. Ad aver già partecipato al format nomi noti come gli attori Giorgio Borghetti, Jgor Barbazza, le blogger Angela Maci, Alessia Canella, Erica Zenati, Oscar Di Montigny, che ha presentato il suo ultimo scritto “Gratitudine. La rivoluzione necessaria” e Giusy Versace.